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Recensioni
Around OrnetteGiovanni Falzone Quintet

“Around Ornette”
(Parco della Musica Records, 2011)

di Monica Leggio
Giovanni Falzone,
trumpet
Francesco Bearzatti,
tenor sax & clarinet
Beppe Caruso,
trombone
Paolino Dalla Porta,
double bass
Zeno de Rossi, drums

Tracklist: Blues Connotation; Fuga Mentale; Lonely Woman; Ornette; Congeniality; Free; King Of The Free; Bourbon Street

“La prima volta che ascoltai Ornette Coleman, l’album Free Jazz, non rimasi particolarmente colpito. La spontaneità di quella registrazione in doppio quartetto non toccò le mie corde immediatamente, ma mi incuriosì molto. Compresi di aver sbagliato qualcosa nell’approcciare quel musicista, così iniziai a procurarmi tutti i dischi precedenti a Free Jazz: scoprii un mondo meraviglioso fatto di un lirismo visionario che aveva il potere di incantarmi ad ogni ascolto. Mi innamorai talmente della visione musicale di Ornette che per approfondirlo decisi di scrivere su di lui la mia tesi di laurea per il Corso di Jazz del Conservatorio di Milano, che stavo terminando proprio in quel periodo. Nei dieci anni trascorsi da allora è cresciuto sempre di più in me il desiderio di dedicare un interno album al genio di Ornette.”

Giovanni Falzone prosegue la sua personale linea di ricerca, che negli ultimi anni lo ha visto confrontarsi in modo del tutto originale con alcune delle figure più significative, seppur in modi diversi, della musica del Novecento. Around Ornette, questo il titolo del nuovo progetto del trombettista siciliano, si inserisce in posizione privilegiata nell’ideale linea di continuità tracciata con i precedenti lavori “intorno” alle figure di Maria Callas, Ennio Morricone, De André, Mozart, senza dimenticare l’originalissimo progetto ispirato all’incontro cercato e mai avvenuto tra Miles Davis e Jimi Hendrix. Riletture operate in chiave personalissima e illuminante, ben lungi dalle pedisseque riproposizioni di repertori che si raggruppano sotto le varie denominazioni di “omaggio” o “tributo” e che troppo spesso si riducono a stanche rivisitazioni prive di qualsiasi apporto creativo o tentativo ermeneutico. Non a caso, accostandosi alla figura immensa del padre del free, Falzone sceglie di privilegiare e indagare non tanto o non solo l’aspetto deflagratorio e liberatorio, quanto piuttosto la vena lirica che ne attraversa tutta la parabola musicale.

“Questo progetto nasce dal desiderio di esplorare, secondo la mia personale visione, uno dei maggiori esponenti della musica del XX secolo: Ornette Coleman. L’elemento principale che mi ha indotto a intraprendere questa strada è stato il grande lirismo visionario di Ornette, elemento che ha saputo sconvolgere le regole del jazz a partire dalla metà degli anni ‘50, aprendo nuove prospettive sugli sviluppi della musica jazz e non solo.”

Ad accompagnare Falzone in questo viaggio intorno a Coleman, un ensemble di quattro tra i migliori musicisti della scena jazz italiana: Zeno De Rossi alla batteria, Paolino Dalla Porta al contrabbasso, Beppe Caruso al trombone e Francesco Bearzatti al sax tenore e al clarinetto. Una sezione ritmica essenziale e perfettamente in sintonia con i fiati, per un risultato di estrema compattezza e  coerenza rispetto alla linea del progetto.

Il progetto di Around Ornette si sviluppa in otto movimenti: quattro brani di Coleman del triennio ‘59-‘61 (Blues Connotation, Lonely Woman, Congeniality, Free) intrecciati a quattro composizioni originali di Falzone (Fuga Mentale, Ornette, King Of The Free, Bourbon Street). Ne deriva un quadro sonoro di ampio respiro, cui il grande lavoro di scrittura e di arrangiamento di Falzone conferisce una coerenza e una omogeneità impeccabili, fermo restando il grande spazio lasciato all’improvvisazione.

Ne è un saggio Blues Connotation, brano fortemente legato alla tradizione ma filtrato attraverso un linguaggio contemporaneo in cui si percepisce con chiarezza l’inconfondibile regia del trombettista siciliano. Le trombe si moltiplicano e si sovrappongono in una polifonica e continua cornice al solo di Falzone e quindi al sax di Bearzatti. Ottimo l’interplay tra la sezione ritmica e i fiati nella successiva Fuga Mentale, primo dei brani originali di Falzone, giocato sul continuo rimando del tema tra la tromba e il sax e “bucato” dai tre soli funambolici di Falzone, del clarinetto di Bearzatti e della batteria di Zeno De Rossi. La seconda coppia di brani alterna ancora una volta un brano di Coleman e un brano originale di Falzone: Lonely Woman, capolavoro ornettiano qui proposto in una versione affidata all’alternanza di tromba e trombone, e la geniale Ornette, percorsa dalle note circospette e quasi inquietanti del contrabbasso. Seguono due brani di Ornette, Congeniality e Free, mentre chiude l’album una coppia di brani originali, King Of Free e Bourbon Street, dedicati rispettivamente a Coleman e al legame del suono ornettiano col blues.

“Considero Ornette Coleman un caposcuola assoluto del jazz moderno e quest’album è il mio personale ringraziamento a un musicista che con la sua libertà d’espressione è stato capace di rendere il jazz ancora più infinito.”

Un viaggio straordinario “intorno” alla figura di Ornette Coleman, che vede riuniti intorno al trombettista siciliano i migliori musicisti della nuova scena italiana.

Monica Leggio

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