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Recensioni
Roberto Cecchetto downtown3
“Memories” (Parco della Musica Records)
di Francesco Tromba
Roberto Cecchetto chitarra, elettronica; Giovanni Maier contrabbasso, basso elettrico; Michele Rabbia batteria, percussioni, laptop; Antonello Salis piano, fender rhodes, hammond
Tracklist: 01. Blue Escape; 02. Memories; 03. That Night; 04. Rina; 05. Her Dance; 06. Voices; 07. Lost Song; 08. Plastic Pleasure
“Memories” è il disco della maturità di Roberto Cecchetto, così come si trova scritto nelle note di copertina. Ad un primo ascolto si capisce che si tratta della verità. Suoni essenziali, smussati, mai duri, acidi sì ma mai fuori dal contesto. Come successo anche per altri lavori del chitarrista milanese non è sufficiente un solo ascolto per capire appieno le potenzialità e l’estetica dell’opera.
Roberto Cecchetto, classe ’65, mette se stesso in quest’album, il suo stile, il suo percorsi, i modelli a cui si è ispirato. Per farlo sceglie dei compagni importanti: la particolarità e lo sperimentare di Giovanni Maier al contrabbasso e basso elettrico; la creatività e la sensibilità di Michele Rabbia alla batteria e percussioni, e come guest l’invettiva inventiva??e l’estro di Antonello Salis al piano, organo Hammond e Fender Rhodes.
I due brani iniziali “Blue Escape” e “Memories” sono il punto di partenza dell’estetica e dello stile scelto da Cecchetto. Il primo essenziale e semplice, il secondo caldo e avvolgente, entrambi intrisi di sonorità alla Bill Frisell, chitarrista americano che costituisce uno dei punti di riferimento dell’artista italiano. Da sottolineare la sinuosità del contrabbasso in “Memories”, che offre un ulteriore salto di qualità.
In “That Night” viene fuori il lato sperimentatore e rumorista del leader, coadiuvato da Antonello Salis al Fender Rhodes e dalla ritmica delle percussioni e del contrabbasso. Il suono plasmato è ipnotico e graffiante al tempo stesso. In quasi totale contrasto alla traccia precedente è “Rina”, che propone un suono più ragionato e riflessivo. Di nuovo con il fender Rhodes a scandire la liricità insieme alla chitarra creando un mood ridondante e coinvolgente.
“Her Dance” è una ballata sfrenata spinta a grande velocità dai quattro artisti. Ancora una volta a farla da padrone sono la chitarra e l’Hammond, con Michele Rabbia che aggiunge particolari onirici alla base ritmica del brano. “Voices” ha un continuo vociare di sottofondo, che viene sovrastato dalla musica. Come a significare la difficoltà ad esprimersi e a creare qualcosa di originale, che non sia già stato proposto. Il suono è volutamente essenziale e minimale.
“Lost Song” ha una struttura più lineare e più chiara. Le note melanconiche e inquiete della chitarra di Cecchetto ben si accostano ai diversi particolari di Rabbia alle percussioni. Il contrabbasso lega il tutto dando profondità al suono.
“Plastic Pleasure” trasmette una forte energia, con un sound e un linguaggio musicale che viene dal rock. La chitarra elettrica costruisce il tema iniziale e lo ripete diverse volte, mentre la batteria e il basso creano la base ritmica.
Il lavoro di Roberto Cecchetto è un percorso intimo sui propri istinti, sui dilemmi, sulle domande e sulle risposte. La qualità degli interpreti è eccelsa, l’architettura del suono è decisa e composta, in bilico ed in contrasto tra ritmo, armonia, melodia e rumore.
Francesco Tromba
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