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Recensioni
Espresso 443Enrico Blatti

“Espresso 443”
(Egea Records)

di Chiara Padellaro
Enrico Blatti /Composer and Arranger
Gabriele Mirabassi /Bb Clarinet
Pietro Tonolo Tenor Sax/Sopran Sax
Ettore Pellegrino /Violin
Elena Trovato /Harp
Mario Stefano Pietrodarchi /Accordion
Maurizio Luciani /Bass
Pietro Pompei / Percussion

1 Taranta; 2 Ninna Nanna; 3 InterRail; 4 Zakynthos; 5 Tano del Sud; 6 Caro Nino; 7 Rossy's Theme; 8 Radio Tirana

Immaginiamo di stare sulla carrozza di un treno Espresso, pronti per un viaggio dalle tappe ancora poco note, di cui si conoscono solo i nomi dei posti senza sapere che contorni, volti, colori, odori quei posti avranno. Siamo seduti, accanto e di fronte a noi vi sono persone che scatenano la nostra curiosità e i paesaggi che vediamo fuori dal finestrino, intervallati dal buio delle gallerie, portano a spasso la nostra immaginazione. L’andamento cadenzato ci fa rilassare, a tratti addormentare. Questo treno dalle sensazioni così vere è in realtà fatto di musicisti d’eccezione ed eccezionali per il tipo di formazione: Pietro Tonolo al sassofono, Gabriele Mirabassi al clarinetto, Ettore Pellegrino al violino, Mario Stefano Pietrodarchi all’accordion, Maurizio Luciani al contrabbasso, Elena Trovato all’arpa e Pietro Pompei alle percussioni. I binari che stiamo seguendo sono invece le note scritte dal compositore e arrangiatore romano Enrico Blatti, capaci di portarci con la mente e gli occhi in posti lontani e mai visti, di farci vivere con l’ascolto le vive sensazioni di un viaggio in treno.

“Espresso 443” sono otto brani dal sapore del Jazz Mediterraneo non fini a se stessi, ma concepiti come tappe differenti di un unico percorso catartico. Il compositore, di cui s’intercetta lo stampo classico ma aperto alle contaminazioni culturali, non lascia libero spazio all’immaginazione, ma cerca di guidarla in maniera precisa e consapevole come se fosse un capotreno che vuole portarci nei posti da lui accuratamente scelti.

La prima sosta è al sud. Il brano “Taranta” ha i sapori della danza popolare salentina arricchiti dal tocco colto del 5/8. Questo tempo, inusuale per tale danza popolare, mantiene viva la sensazione dell’essere trasportati  e la “tarantolata”, con la sua carica passionale, prende vita sul solo di Tonolo.

L’andamento e il tempo costanti sono una caratteristica lampante anche della seconda tappa dell’ “Espresso 443”: “Ninna Nanna”. Il suono dell’accordion è come se ci cullasse, il tema malinconico viene poi rilanciato dal clarinetto e ancora dal violino per poi tornare alle sonorità cadenzate dell’accordion.

“InterRail” rappresenta invece l’ “Espresso 443” durante la sua corsa. Le spazzole onomatopeiche di Pietro Pompei riproducono il rumore delle rotaie, assecondate dai vari strumenti che fanno da fondamenta ai soli di altissimo livello di Tonolo e Mirabassi. Una carica briosa che a tratti accenna quasi a una samba trasmette l’emozione del viaggio, della velocità. Il clarinetto rimane da solo nella sua improvvisazione per poi lasciare la scena a un cambio di movimento: un lento malinconico intonato dal violino di Ettore Pellegrino si trasforma in un tango che in maniera sempre più concitata ci riporta al tema. E’ come se durante il brano fosse avvenuta la sosta in una delle stazioni da percorrere: la morbida  frenata del treno espresso, l’attesa di pochi minuti, e poi la lenta ripresa della velocità per giungere in orario alla prossima tappa.

Il tocco dell’arpa crea invece l’atmosfera esotica di “Zakynthos”, l’isola greca che ci fa sognare il luccichio sulle onde del mare, la brezza estiva:  i fiati e il violino che si fanno trasportare come barche al largo baciate dal sole.

“Tano del Sud” è ambientato invece in Argentina, tra quegli italiani che vi emigravano anni fa, nominati in tono dispregiativo “tano”. Una fuga iniziale che vede l’inseguirsi dei vari strumenti è seguita dallo spiccare del violino sull’Adagio, a ritmo di tango si entra poi nel vivo del pezzo impreziosito da un tempo ternario insolito per questo genere. Ancora una volta degni di nota i soli di Tonolo e Mirabassi.

La cadenza di Pietrodarchi fa invece da incipit e da conclusione a “Caro Nino” : omaggio al grandissimo compositore Nino Rota. Un valzer colto, dove il tocco magico dell’arpa fa da padrone, ci guida in questo ballo fatto di alterarsi di tempi ternari e binari dove si passa da Vienna al calore dei paesi Mediterranei. Il treno Espresso riprende la sua corsa costante durante “Rossy’s theme”, altra occasione per dare spazio a tutti gl’illustri musicisti del disco: il violino malinconico di Pellegrino nell’introduzione del brano, i soli dialoganti di sax e clarinetto, la cadenza sul finale dell’arpa di Elena Trovato. E ancora con una cadenza, questa volta affidata al violino, inizia l’ultima tappa del viaggio: “Radio Tirana”. Brano dai tempi dispari ispirato a quei paesi balcanici di cui era possibile intercettare i canali radio sulle onde corte, “Radio Tirana” ha  sonorità lontane e misteriose che ci riportano il folklore di una terra poco conosciuta, ma che piacevolmente si mescola con la nostra identità. La composizione dei brani si lega al “Montreal Jazz Festival” di qualche anno fa: occasione per Enrico Blatti di comporre delle musiche che mettessero al centro dell’attenzione l’arpa, strumento spesso relegato ad un’unica sfera esecutiva. Alla nuove forme compositive che Blatti ha dedicato allo strumento si uniscono i tratti caratteristici del Jazz Mediterraneo e il tocco interpretativo di musicisti fuori classe, tutti nostrani. Il lavoro lega le radici dei popoli che si sono interfacciati con questo “Mare Internum”così ricco di storia e cultura, ma guarda anche oltreoceano, ad esempio nel modo di concepire ed eseguire i numerosi soli. Il viaggio è arricchimento, conoscenza ed esperienza e questa apertura caratterizza tutte le tappe del disco fatto d’incontri eccezionali, ma anche creato dall’incontro eccezionale di strumenti che raramente si trovano nella stessa formazione. Uscito con l’ EGEA Edizioni discografiche, marchio di garanzia per i prodotti italiani, il disco è stato presentato nei giorni scorsi a Tokyo, è distribuito a livello internazionale e acquistabile on-line e su i-tunes.

Ulteriore nota di merito va data al booklet il cui progetto grafico, dato anche il personale legame con i brani, è stato curato dallo stesso Blatti e impreziosito dalle foto di Gianluca Morettini, vere testimonianze di esperienze di vita.

Chiara Padellaro

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