Feed RSS

Il primo portale della capitale dedicato alle blue notes


Recensioni
The Auditorium SessionHarrell Giammarco Zeppetella Deidda Sferra

“The Auditorium Session”
(Parco della musica records 2008)

di Stefano Cazzato
Tom Harrell trumpet e flughelhorn
Maurizio Giammarco tenor e soprano saxophones
Fabio Zeppetella electric guitar
Dario Deidda electric bass
Fabrizio Sferra drums

1.I nodi e il pettine (M.Giammarco); 2.Accross the City (F.Zeppetella); 3.Sei in Sei (F.Zeppetella); 4.The sun, the moon and you (T.Harrell); 5.Remembering Mingus At music Inn (M.Giammarco); 6.Autumn in New York (V.Duke, arranged by M.Giammarco); 7.Fountain (T.Harrell); 8.Walking on the beach (F.Zeppetella); 9.Little girl (F.Zeppetella)

Joe Lovano ha detto che Tom Harrell suona sempre “le note giuste”, ed è esattamente l’impressione che si prova ascoltandolo in questo disco: l’essenzialità e la limpidezza di Harrell concorrono, combinate con un’accorta dose di improvvisazione, a realizzare una sintesi melodica di piacevole ascolto e coinvolgimento. Ma la tromba di Harrell trova qui il terreno ideale per esprimersi, l’alchimia giusta dentro cui il suo suono può espandersi e raggiungerci. Questa alchimia è quella di un jazz moderno e metropolitano che il sax caldo e avvolgente di Maurizio Giammarco ha il potere di evocare come nel brano d’apertura, I nodi e il pettine. Sarà, come dice  proprio Giammarco, “la dolce aria primaverile, o forse due brani sognanti portati da Tom, o l’amicizia e la conoscenza di lunga data tra noi musicisti italiani, o il clima di tranquilla e sana collaborazione e di grande e reciproco rispetto instauratosi nel corso del lavoro, sta di fatto che questi, e altri misteriosi e come sempre inesplicabili ingredienti, contribuirono a creare una miscela musicale affatto particolare: intensa, magica e serafica  al tempo stesso”.

Giammarco si riferisce al 13 aprile del 2005, data in cui venne registrato questo disco per documentare il concerto tenutosi  il giorno prima all’Auditorium di Roma: avere in formazione un musicista mitico come Harrell, che aveva suonato con artisti del calibro di Woody Herman, Horace Silver, Gerry Mulligan, Bill Evans, Mel Lewis, Charlie Haden, Lee Konitz, Phil Woods, era un’occasione da non perdere. E poi Harrell non è solo l’interprete di una grande tradizione ma anche il testimone di una grande storia, una storia di riscatto attraverso la musica.

Forse in pochi sanno che il musicista dell’Illinois soffre dalla gioventù di una patologia psichiatrica che non gli ha impedito però di trovare stabilità e forma proprio nella musica. Come ricorda il filosofo Karl Jaspers a proposito del rapporto tra malattia mentale e genialità, è difficile dire se si diventa un genio grazie alla malattia o nonostante la malattia. Forse, abbozza Jaspers, la schizofrenia è quel tipo di malattia che dà qualcosa in più, qualcosa che ha a che vedere con lo stile, con la creatività, con lo spleen, con un certo modo di intendere l’arte, ma non può prescindere comunque dalla tecnica e dall’esperienza. Tornando ad Harrell, che di tecnica ne ha da vendere, non si può escludere che il suo personalissimo timbro, caldo e cullante,ma anche profondamente malinconico, sia da mettere in qualche modo in relazione con la sua sofferenza e le vicissitudini della sua vita.  E’ lo stesso trombettista a dichiararlo in una delle sue rare interviste: “Credo che la musica abbia sempre avuto un potere di guarigione … Sin dall’inizio è stata una forza guaritrice e magica”.

Certo è che qualcosa di benefico emana da questo disco decisamente comunicativo: sarà per la presenza di Harrell, sarà per l’aria primaverile in cui avvenne la registrazione, ma la magia in questo caso sembra più il prodotto di un’affinità elettiva, di un modo poetico di intendere il jazz che accomuna il trombettista americano e i suoi compagni di registrazione:  in questa Session tutti sono ispirati e coinvolti, tutti sono solisti e sideman, tutti prendono e danno spazio, tutti portano la sensibilità della propria musica e l’autenticità del proprio percorso.  

di Stefano Cazzato

 

Commenti (0)
Commenta
I tuoi dettagli:
Commento:
 

______________________
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
______________________
Copyright © 2010 RomaInJazz.it. Tutti i diritti riservati. Recensioni Harrell Giammarco Zeppetella Deidda Sferra “The Auditorium Session” (Parco della musica records 2008) di Stefano Cazzato
Mappa del sito