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Recensioni
Havona
“Terminal 3” (Rara Records 2011)
di Andrea Valiante
Luca Luzi (drums) Eduardo Javier Maffei (tenor + alto saxophones and EWI) Filippo Macchiarelli (el. bass) Paolo Sorci (guitars) feat. Gianni Giudici (piano, keyboards and synth)
Special Guest:nMaurizio Rolli, Daniele Di Gregorio, Luca Mattioni e Massimo Morganti
Secondo album per questa interessante formazione, di cui abbiamo avuto modo di parlare già nel nostro portale (link) , che con questo notevole lavoro intende senza dubbio dimostrare, col giusto metodo, come l’eclettismo sia alla base del loro progetto.
“Terminal 3” è un progetto che sui generi si discosta parecchio dall’omonima opera prima:
Ancora una volta ispirati con decisione ai Weather Report (il brano di apertura è una cover della pastoriousiana “Havona”, da cui il nome stesso della band). Di nuovo sono tempi dispari, stacchi imprevedibili ed un mood solido, gli elementi che dominano nel linguaggio proposto. Nuovamente gli elementi solistici esprimono capacità esecutive, virtuosismo ed un gusto musicale di livello: il basso di Filippo Macchiarelli è finemente tornito nel sound, forse meno improntato alla tecnica rispetto al passato ma più attento alla cura del suono; un suono d’effetto, collimato alla batteria tendenzialmente latin di Luca Luzi in un groove notevole nella ballabilità e nel magnetico coinvolgimento “fisico”.
In questo modo appare meno pesante l’approccio alle armonie con la chitarra e la tastiera, non sempre facili da intuire nella loro intricata struttura a spirale.
Se nel primo album le ispirazioni fusion erano più marcate, in questo progetto il canale deferente per la creatività della band si accosta verso linee più soft, dalle venature generalmente più latine (di cui principale espressione è il brano Bobotobo, nello stile del Chick Corea di Spain), dinamiche e ballabili, ma dal sound ancora più curato ed efficace sulle variegate armonie: elementi blue traspaiono in molti segmenti, tra le chitarre sghembe di Paolo Sorci ed il pianismo dinamico e colto di Gianni Giudici (anche qui inteso come ospite, ma oramai integrato a pieno titolo nella formazione base).
Due i brani centrali dell’album che ci appaiono le forme creative su tutte più originali: l’idea jazz-fusion-chillout di “Terminal 3”, l’autentico cuore creativo del progetto, e l’armonia dal sapore intenso e profondo del brano “Il Giorno Prima”, su di una base “frustata” da Luzi con ritmo dispari si espone con sicurezza il sax flessuoso e delicato di Maffei.
Importantissimo l’apporto del vibrafono nel brano “Female”, fondamentale per conferire un sapore brillante alla composizione. Ancora uno splendido sax esprime una melodia molto particolare, un’energia preziosa ed esteticamente misteriosa.
Tra le special guests spunta anche un sempre verde Maurizio Rolli, indiscutibile maestro del basso e nostro orgoglio anche all’estero, evidentemente attratto dalle sonorità effusive e dalla qualità del progetto di questa giovane band.
Sempre alla ricerca di eclettismo, di novità, e non pienamente appagati dai risultati raggiunti, questi ragazzi ne vogliono di più.
E con Terminal 3 fanno un altro importante salto. Non di qualità. Quella era già evidente dall’opera prima “Havona”. Ma si tratta di un salto di generi, di idee musicali, di sperimentazioni diverse e attente al nuovo oltre il genere.
Indubbiamente ancora un lavoro di grande interesse che dimostra la piena maturità raggiunta.
Andrea Valiante
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