|
Recensioni

Francesco Negro Trio
“Silentium” (Alfa Music 2011)
di Andrea Valiante
Francesco Negro: piano Igor Legari: bass Ermanno Baron: drums
Giovane pianista e compositore pugliese, Francesco Negro porta a compimento la sua opera prima andando ad esplorare territori ardui come l’interiorità del profondo e dell’inconscio, ragionando sull’essenza del “suono” dal punto di vista del “silenzio”. Un ossimoro ricco di senso profondo, intenso nel suo rapporto con l’esterno. In tal modo prende vita un concept album sulla purezza del personale sodalizio con l’esistenza e convivenza tra l’uomo ed il mondo, con le sue passioni e le sue agitazioni.
Concettualmente in questo “silentium” c’è molto di più di mera musica d’ascolto. C’è un lavoro minuzioso dal punto di vista compositivo quanto intenso da quello improvvisativo.
Si trova bene in questo contesto il batterista Ermanno Baron, percussionista visionario e aduso a questo tipo di registrazioni (si ricorda con il M.A.T. Trio di Marcello Allulli, qui la nostra recensione). Le sue sensazioni viscerali, interinali, vengono gettate a schizzi di vernice sulla tela “pentagrammata” a formare inclinazioni impressioniste a volte umanamente primitive, altre cerebralmente più elaborate.
Il contrabbasso di Igor Legari non è da meno: un autentico ago della bilancia, dal punto di vista armonico forse il vero punto di raccordo tra gli strumenti e di tutto il concetto visivo di questo album. Brillante la sua meditativa concettualità nel brano “Angiolina”, tra le composizioni più interessanti.
Dal punto di vista compositivo, i brani sono inseriti in un contesto melodico gradevole e sereno, con sentimenti tipici del piano trio da night club e spunti davvero originali di movimenti ritmico-sintattici colorati dei cromatismi più caldi e chiari: malinconia, a volte, piacevolezza emotiva improvvisa, tensione moderata e modulata con parsimonia in quasi tutte le takes. La complicità blue delle note ed il sapore particolarmente “notturno”, con movimenti calanti, spesso in intelligente alternanza tra minore e maggiore anche negli stessi brani, rendono questa registrazione ricca di spunti introspettivi e spensierati.
Brani come “La finestra sul cortile”, “Withdrawn”, “Angiolina” e “La Mia Africa” ci regalano momenti di candida quiete e pace sensoriale, armonia “educata” e movimento moderato, senso dello spazio e chiarezza melodica.
Le emozioni che esprime il pianista e band leader sono meritevoli di una particolare considerazione. Tecnicamente l’autore si avvale di una perfetta consapevolezza delle proprie capacità e della propria energia passionale, in particolar modo nella serena partecipazione con gli altri. Ogni tocco è ragionato nella sua partecipazione con il tutto, in un olismo del pensiero musicale che mira direttamente e senza mezzi termini all’esperienza “empirica” del sentimento.
L’album di Francesco Negro è un lavoro di piacevole ascolto, sia in solitudine che in compagnia.
E se pensiamo all’età di questo giovane pianista e compositore, allora ci rendiamo conto che stiamo parlando di un artista di sicuro valore, di cui avremo ancora molto da scoprire.
Andrea Valiante
|