Feed RSS

Il primo portale della capitale dedicato alle blue notes


 

 

 

 

Ibrido Hot Six
"L'Eclisse"

Dodicilune 2009 - Distribuzione IRD

 

 

"L'Eclisse" è il secondo album degli Ibrido Hot Six, band formatasi a Roma nel 2000 dalle idee del flautista Pino Capomolla e del polistrumentista Antonio Apuzzo. In questo nuovo lavoro si avvicinano all'essenzialità istintiva del jazz con l'inserimento del giovane trombettista Francesco Fratini. Il gruppo propone una vera e propria ibridazione di stili apparentemente diversi tra loro e amalgamati con proprietà sintattica ed inventiva, sperimentando un sound profondo e ben coordinato tra l'improvvisazione ed il pentagrammato. Il risultato è, di conseguenza, un "Ibrido" che prova a combinare la creatività di Ornette Coleman, John Coltrane, Charles Mingus ed Eric Dolphy con l'organizzazione tipica della musica da camera e le sonorità psichedeliche del progressive anni '70 degli Area e dei Gentle Giants, questi ultimi in particolare ricordati con tre accurate riletture ,"On Reflection","Edge of Twilight" e "Pantagruel's Nativity".

Dal sottotitolo dell'album, "Musiche invisibili per sei esecutori e undici strumenti", si evince come la band abbia voluto sperimentare l'utilizzo di un ampio spettro di timbri attraverso i quali la scelta di immaginare quasi in sincrono due contrabbassi assieme, in costante ed armonica interazione, sembra bilanciare l'esecuzione di ance e flauti. Convincente, allora porre in tal senso la tromba come elemento di equilibrio in un' organicità che sopperisce alla mancanza della batteria. I fraseggi paiono eseguiti con omogeneità, nessuno strumento intende prevalere sugli altri, neanche quando tromba e sax-alto, rispettivamente in "Eclipse" e "La città degli invisibili", si animano in assoli di grande impatto, tendenzialmente free.

Nell'insieme il disco si discosta decisamente dai generi ai quali la band si è ispirata in altri episodi, dando vita ad un jazz cameristico che spazia tra momenti intensi e frenetici ed altri ponderati e riflessivi, in un bouquet cromatico fra Europa e Stati Uniti.

La parte centrale del disco fa leva sui brani originali del gruppo, prodotto dell'istintività di Antonio Apuzzo. "Ibridarea" è un intenso ricordo degli Area nel quale i fraseggi tendenzialmente blue di clarinetto, sax ed oboe si caricano di valenze classiche senza tralasciarne la vena originariamente progressiva. L'impronta del gruppo si enfatizza in "Not To Be" e "Invisible", entrambi divisi omogeneamente tra temi sospesi, tempi più movimentati e tratti a volte "gershwiniani", che, fusi assieme, danno vita ad una linea guida che sarà riconoscibile per tutto l'album.

Una nota a parte per "La Città degli Invisibili", in cui Antonio Apuzzo dà vita a istanti di puro virtuosismo ed estetizzante inventiva su scale largamente cromatiche, sorretto da una vibrante esecuzione di accompagnamento.

La scrittura dei brani, accuratamente elaborata, ha una struttura lineare e scorrevole, quasi narrativa e a volte fiabesca, com'è deducibile già dalla scelta di rileggere i Gentle Giant. Nel complesso, come un' eclissi appunto, la band ci tiene in sospeso fino alla fine riuscendo a coordinare il passato in un vortice di sonorità fantasiosamente ponderate. L'ideazione estetica del gruppo nonché la mancanza dell'elemento ritmico rappresentano una scelta ambiziosa e tutt'altro che semplice dove il rischio è quello di cadere in una noiosa ridondanza di strutture e di iterazioni incontrollate. L'esito è comunque animato da una sensibilità e da una spontaneità intrisa di valenze tanto armonicamente interessanti quanto non immuni da rischiosa complessità tematica, denotata da una verve assolutamente contemporanea, che pur sembra riuscire nel difficile intento di dar equilibrio ad uno stile nuovo, che non stanca e che, soprattutto, appare valido nelle intenzioni e ben definito nelle atmosfere evocate.

Andrea Valiante

già pubblicato su Jazzitalia
http://www.jazzitalia.net/VisRecensione.asp?ID=1617 
 

 

 

Commenti (0)
Commenta
I tuoi dettagli:
Commento:
 

______________________
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
______________________
Copyright © 2010 RomaInJazz.it. Tutti i diritti riservati. Recensioni Ibrido Hot Six - "L'Eclisse"
Mappa del sito