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Francesco Di Giuseppe

Francesco Di Giuseppe
"A poca distanza dalla Luna" 
Videoradio/Rai Trade


Francesco Di Giuseppe - guitars

01. A poca distanza dalla luna;  02. Il finale di una scenata di gelosia;   03. Due farfalle in volo;   04. La danza del principe e della monaca;   05. I suoi capelli al vento;   06. Ma che ci fanno i gabbiani a Frattamaggiore?;   07. Il cielo nel fosso;   08. Mare fermo;   09. Le bancarelle del torrone;   10. Dall’angolo della strada;   11. Dal decimo piano si vede il mare;   12. 110 km/h;   13. La collezione di bomboniere;   14. Vento freddo del 12 agosto;   15. Notturno;

 Giovane e talentuoso chitarrista proveniente dal panorama musicale partenopeo,alle spalle un diploma in chitarra classica al conservatorio di Napoli e diverse masterclass tenute da chitarristi di fama internazionale quali David Russel, Vladimir Mikulka e Roland Dyens, con “A poca distanza dalla lunaFrancesco Di Giuseppe incide la sua prima registrazione ufficiale prodotto dall’etichetta VideoRadio/RaiTrade.

Un album coscienzioso e ragionato ma allo stesso frutto di un percorso di vita (complice il viaggio fino a Capo Nord effettuato dall’autore) intimo ed emotivo fatto di luoghi e persone, sentimenti ed impressioni, riflessioni e sensazioni, raccontate attraverso un linguaggio espressivo e poetico molto personale. Il rapporto profondo che Di Giuseppe ha raggiunto con la sua chitarra si effonde attraverso toni rarefatti e spesso distesi, tra sonorità ariose ed insondabili che scaturiscono in una track list ricca di cromature distese.

Le evidenti influenze provenienti dalla cultura popolare napoletana, sempre viva nei ricordi di Di Giuseppe e particolarmente evidente nella bella e arlecchinesca “La danza del principe e della monaca”, si lasciano contaminare dal suo bagaglio stilistico d’impostazione classica plasmando un genere pensoso e tendente al lirismo che l’autore stesso definisce come “particular pop”.

E’ molto forte il richiamo alla tradizione, una classicità che ricorda Francisco Tarrega e che viene enfatizzata nei leggeri andamenti dell’ intensa suite “Ma che ci fanno i gabbiani a Frattamaggiore?” e fra le dinamiche cadenze della baladeLe bancarelle del torrone”.

Nonostante il forte ed evidente legame col passato, il senso del moderno è in ognuno dei quindici brani dell’album. L’armonioso corpo sonoro della chitarra elettrica nella classico-latineggiante “Dal decimo piano si vede il mare” è cromato di sonorità contemporanee di notevole coinvolgimento.

Oltre ad una tecnica elegante ed un gusto musicale molto fine, Francesco Di Giuseppe dimostra in questo suo primo lavoro discografico (dopo i cinque album di propria produzione "Guitar on his way", "Cenere" , "Out" , "Il cielo nel fosso" e "Collezione Privata" ) di possedere anche una grande sensibilità umana.

In definitiva, l’album si presenta come lavoro ricercato ed imperscrutabile allo stesso tempo, giusto punto di inizio per questo musicista capace e pronto, a nostro avviso, per progetti di interessante caratura.

Fabrizio Ciccarelli e Andrea Valiante

già pubblicato su Jazzitalia
http://www.jazzitalia.net/VisRecensione.asp?ID=1878

 

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