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Recensioni

Tribraco
“Glue” (Megasound 2012)
di Fabrizio Ciccarelli
Lorenzo Tarducci - guitar & loops Dario Cesarini - guitar, loops & effects Tommaso Moretti - drums Valerio Lucenti – bass
Se intendiamo l’innovazione estetica come passo decisivo per la maturazione d’ogni musicista, se pensiamo che i confini tra i generi abbiano raggiunto il tempo della dissoluzione, se cerchiamo nella “scienza” del sound afflati nuovi e mordenti, se cogliamo la naturalezza nella spontaneità dell’interplay e nella semplice intensità del “live in studio”, allora Tribraco può apparire come un collettivo personaggio dotato di una natura transitoria e abile che non si fida mai dei traguardi raggiunti e che riesce a dar forma ad un discorso autentico in cui si fondono esperienze elettroniche, neorock, jazzistiche, vigorosamente tecnologiche e dettate da muse inquiete, ironiche ed orgogliose di non aver un padre musicale con cui doversi necessariamente confrontare. Pitture misteriose ed esistenzialiste (Volver a Buenos Aires), “science fiction” ribelle e allucinata (Sergente di ferro), linee funky di spiritualità terrestre e di distonia espressionista (Ponte sullo Stretto), archetipi inquieti narranti liberi contatti col dark e col free (Mastro Ciliegia), pozioni magiche nella polvere dell’ambient (Fake!). Riferimenti soggettivi al Jazz rock, al progressive funk, ai Soft Machine, agli Zu,ai Grand Funk Railroad, modi “noise”, effetti psicheledici, avventure percettive stranianti, esotismi geograficamente possibili in un sound occasionale incline all’andare a fondo nella transculturalità dell’”urban music”.
“Discreet music” surreale in una formula innovativa acid e suggestiva: l’incontro astratto con un mood eccitante e in tutto invisibile e convincente.
Fabrizio Ciccarelli
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