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Sergio Di Natale & A.S.S.O “What’s New” No Voices - Distribuito da WakePress
Vincenzo Saetta, Luciano Bellico: sax contralto; Annibale Guarino, Emilio Silva Bedmar: sax tenore e soprano; Luigi Cioffi: sax baritono; Marco Spedaliere: sax tenore, sax alto; Gianfranco Campagnoli, Nicola Coppola, Lorenzo Federici: trombe; Alessandro Tedesco, Lello Carotenuto: tromboni; Max Spinosa: piano; Emiliano de Luca: basso; Sergio di Natale: batteria e direzione; Pietro Condorelli: chitarra; Marco Sannini: tromba;
01. Ponytail (S. Swallow); 02. It don't mean a thing (D. Ellington); 03. On Green Dolphin Street (Kaper - Washington); 04. What's new (B. Haggart); 05. In a mellon tone (D. Ellington); 06. Bluesserge (S. Di Natale); 07. St. Thomas (S. Rollins); 08. The Preacher (H. Silver); 09. Stella by starlight (V. Young);
Arriva sempre il momento, nella carriera di un musicista, in cui preme la necessità di raccogliere tutto il proprio bagaglio musicale e andare alla ricerca di qualcosa di diverso, di innovativo. In questo senso si dirige Sergio Di Natale nella produzione del terzo lavoro discografico a proprio nome. Assieme alla All Star Swing Orchestra, big band composta da alcuni tra i migliori musicisti del panorama campano, propone delle energiche riletture di evergreens della storia del jazz, da lui stesso arrangiati.
Diverse influenze musicali vengono alla mente ascoltando queste riproposizioni: le orchestrazioni di Gil Evans e Duke Ellington , le evoluzioni free del repertorio jazzistico afroamericano, così come l’ andamento “aperto” delle scale blues e gli arrangiamenti tipici del Dixieland e dello Swing.
Lo studio dei particolari sonori ed una limpida armonizzazione, carica di poliritmie e controtempi, rendono queste orchestrazioni particolarmente vivaci, dalle quale prende forma un sound rotondo e vigoroso, davvero accattivante nelle modulazioni espressive più personali e, talora, più irrequiete.
Ai margini di questa scelta estetica vengono a plasmarsi le continue e virtuosistiche soluzioni esecutive dei solisti, delle quali piace ricordare il vulcanico cromatismo di Jerry Popolo, Giulio Martino e Vincenzo Saetta nella versione jazz-fusion di “On Green Dolphin Street” e le fluenti e flessuose forme sonore di Annibale Guarino tra le tinte samba di “St.Thomas”. Venature latineggianti anche nell’evergreen “It Don’t mean a thing” dove la vigorosa orchestrazione coinvolge a tratti anche più della melodia.
“What’s New” è il brano più soft dell’album, nel quale Jerry Popolo al sax alto definisce la parte melodica con andamento dinamico e ben equilibrato nelle angolature cromatiche, attento nella rielaborazione di movimenti armonici che escludano modelli prefissati e troppo spesso abusati.
Unico brano scritto da Di Natale è “Bluesserge” in cui l’orchestra esegue un classico giro di scala blues, caratterizzato dal vivace background disegnato dal basso di Pippo Matino e dalla consueta energia dei fiati. “In A Mellow Tone” viene riletta secondo un tipico e fluidifico modus swing che a tratti ricorda, benché difforme nella strumentazione, i chiaroscurali arrangiamenti del jazz manouche.
La session è interessante e densa di virtuosismi, tanto nei complessi contrappunti quanto nelle rapide evoluzioni solistiche; in tal senso non sorprende che siano quasi assenti temi quieti o rilassati. La poliedricità delle scelte sonore e l’ottima qualità esecutiva di questo ensemble dalle importanti capacità tecniche fa sì che la performance non risulti mai banale o dèjà écouté.
Da encomiare il considerevole lavoro di Sergio Di Natale nella riscrittura degli originali e nell’ideazione dei piacevoli arrangiamenti. Interessante ed estremamente condivisibile la scelta di dar nuove coloriture a standards indimenticabili, fatto che, purtroppo, sempre più raramente ed inspiegabilmente accade nel mondo delle blue notes.
Andrea Valiante
già pubblicato su Jazzitalia http://www.jazzitalia.net/VisRecensione.asp?ID=1804
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