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Danilo Gallo Dark Dry Tears

Thinking Beats Where Mind Dies

Parco della Musica Records, 2016

Forti emozioni e nessuna retorica avanguardistica per questo lavoro complesso e completo, in perfetta sintonia con le idee del bassista-compositore Danilo Gallo e la forza evolutiva del sassofonista Francesco Bearzatti, tenute in equilibrio (ed in giusta distonia) dalla poderosa visionarietà del tenorista Francesco Bigoni e del batterista Jim Black.

 

Il quadro ritmico è spesso ostinato e ipnotico, tagliente nelle derive improvvisative, espressionista e tachicardico, asimmetrico nei frammenti aggressivi nei quali il Quartetto si muove in modo esponenziale, in una Luce roteante e abbagliante, “diversa” quanto è possibile concepire il Diverso in un Positivo “Salto della Ragione”.  

Indossando l’abito del maître à penser, ma senza mai lasciarsi andare nel “nuovo a tutti i costi”, Gallo compone 10 dei brani dell’album, descrivendo una fitta trama di invenzioni che si dipana su temi fluidi e soli meditati all’istante, potenti e fiammanti  (Boogeyman”), eterei nel gestire la mobilità strumentale e l’immaginazione  cromatica (“Day of Judgdement”), lasciando all’ istintività l’energia per divagare liberamente nell’estetica di un Jazz attratto dalla carica iperrealistica del Rock e dell’Elettronica (“Molekularni Vandalizem”, “Death of Giant Pendulum Clock”), talora contesa alle intensità poetiche di ballads distinte da frontiere moderne (“The Abandonment”) o di passaggi più che Free dodecafonici (“Pearls to PIgs”), invitando chi ascolta al viaggio a luci spente per gli itinerari onirici sussurrati dal vocalismo ipnotico di Kathya West (“Paranoic Personal Disorder”).

Ordine e Disordine: pagine di Coordinate creative che corrono dall’Alternative dei Morphine e dei Nirvana allo sperimentalismo caustico di Ornette Coleman, all’ironia geniale di Frank Zappa, alla dissoluzione delle Forme del Miles Davis di “Bitches Brew”.

Percezioni che non intendono fermarsi davanti a Nulla, e che del Nulla sono Oggetto Dorato e Dorato Volo per quei particolari stati di coscienza che a volte sembrano illuminare l’Infinito della Musica.

Fabrizio Ciccarelli

DANILO GALLO / bass, bassVI, electronic effects

FRANCESCO BEARZATTI / tenor sax, clarinet

FRANCESCO BIGONI / tenor sax, clarinet

JIM BLACK / drums

guest #7,11 KATHYA WEST / vocals

  

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