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Fabrizio Bosso

Duke

US Società Cooperativa per l’Arte (Universal Music Italia), 2015

Ma come si può non ricordare uno dei più grandi musicisti del Novecento, quando si è così consapevoli delle proprie radici culturali e dell’innato amore per la pulizia del suono e degli arrangiamenti?

 

Fabrizio Bosso non si esime (né mai lo ha fatto) dal riconoscere i propri maestri, attualizzandone il corpus compositivo (questo sì che lo ha fatto) in un linguaggio che dai leggendari solisti delle Orchestre del Duke desume quell’immutabile ed inimitabile magia in grado di miscelare le più diverse testimonianze del jazz.

A ragion veduta, possiamo parlare di Blue Notes prima e dopo Ellington, come il trombettista torinese ben sa e ben testimonia nella scelta dei brani a rappresentarne le storie, le tradizioni, i veicoli emotivi, i contatti meditativi, le meraviglie di un Ensemble che di tutte queste sonorità è stato (ed è) firma unica di vibranti collages, sempre ariosi e coinvolgenti, intuiti nelle riletture di Paolo Silvestri e della sua sezione fiati, testimonial di una prospettiva e di un “dietro le quinte” nel quale il Quartetto del Bosso traduce impeti d’improvvisazione e linearità melodica sulle quali calare il sipario, per riflettere su come sia possibile rendere ancora contemporanee le lezioni di musica del “pianista dei mille album”.

Cosa si ricorda meglio di questa performance? Tutto, in verità. Dovessimo scegliere i brani più rappresentativi, citeremmo la lunare ed impressionistica “In a sentimental mood”, la perfetta inventiva della Medley “Black and Tan fantasy/Jeep’s Blues”, plasma di un sound inconfondibile nel quale fondere passato africano e polimorfia swing, insomma il “Black, Brown and Beige” (1943) dell’integrazione razziale tanto attesa dal Duke.

“Un obiettivo è un sogno con un punto d’arrivo: l’artista deve dirlo senza dirlo”.

Bravo Bosso, suoniamolo ancora.

Fabrizio Ciccarelli   

Arrangements and Conduction: Paolo Silvestri

Fabrizio Bosso Quartet:

Fabrizio Bosso – trumpet and flugelhorn

Julian Oliver Mazzariello – piano

Luca Alemanno – double bass

Nicola Angelucci – drums

with Paolo Silvestri Ensemble:

Fernando Brusco, Claudio Corvini – trumpet

Mario Corvini – trombone

Gianni Oddi - alto sax

Michele Polga – tenor and soprano sax

Marco Guidolotti – baritone sax

Featured added soloists: Marco Guidolotti (Caravan); Michele Polga, Marco Guidolotti (It Don’t Mean a Thing); Mario Corvini (Black and Tan Fantasy); Claudio and Mario Corvini (Jeep’s Blues); Gianni Oddi, Michele Polga (Perdido).

1) “I let a song go out of my heart” (Duke Ellington-Irving Mills)

2) “Caravan” (Duke Ellington-Juan Tizol-Irving Mills)

3) “In a sentimental mood” (Duke Ellington - Manny Kurtz - Irving Mills)

4) “It don’t mean a thing (if it ain’t got that swing)” (Duke Ellington-Irving Mills)

5) Medley – “Black and tan fantasy” - intro (Duke Ellington - James W. "Bubber" Miley) “Jeep’s blues” (Duke Ellington-Johnny Hodges)

6) “Solitude” (Eddie DeLange-Irving Mills-Duke Ellington)

7) “Perdido” (Ervin M. Drake-Hans J. Lengsfelder-Juan Tizol)

 

 

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