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barbara erricoBarbara Errico
"Endrigo In Jazz"

 

L’anima della parole. Omaggio a Sergio Endrigo
Dove il jazz incontra la musica popolare: Pathos e magia nell’ultimo lavoro di Barbara Errico
Un omaggio sentito e attento quello proposto dall’eccellente vocalist Barbara Errico per l’etichetta Koiné nella collana dedicata alle voices della casa discografica Dodicilune:  sostenuta da un orchestra composta da strumentisti di indiscutibile livello tecnico come Luca Grizzo, Bruno Cesselli, Salvatore Russo e lo storico bassista degli Area Ares Tavolazzi , disegna una raffinata ed elegante interpretazione, completamente a tinte blue, delle composizioni dell’indimenticato cantautore istriano.

Cantante, compositore ma soprattutto poeta dal pathos profondo e fortemente popolare, Endrigo è entrato a giusto merito nella storia della canzone italiana per aver scritto brani senza tempo quali “Io che amo solo te”, “Era d’estate”, “Adesso sì”, “La rosa bianca” e “Dimmi la verità” firmando,  nella sua lunga carriera, collaborazioni eccellenti con autori di rilievo internazionale come Vinicius de Moraes, Toquinho e Luis Bacalov.

Spinta dall’amicizia che la legava all’artista di Poli, verso il quale ha sempre nutrito grande stima e considerazione, Barbara Errico si dedica ad  un lavoro tutt’altro che semplice: reinterpretare brani così popolari, scomponendoli e ricomponendoli seguendo nuovi canoni compositivi; compito arduo e scivoloso che richiede un’immersione totale nei sentimenti e nelle emozioni originariamente trasmessi dai brani di Endrigo, nonché una conoscenza ampia e completa delle strutture armoniche del jazz classico.

Questi elementi sono gestiti dalla vocalist di Udine con grande consapevolezza e padronanza della situazione, sia dal punto di vista filologico sia dal punto di vista dell’interpretazione vocale, ove i suoi luminosi e avvolgenti vocalizzi, ispirati alla tradizione canora di Peggy Lee, Nina Simone e Sarah Vaugan, così bene si confanno alla poetica di Endrigo.

In questo senso le strutture del pentagramma appaiono sicure e lineari, ariose e intense, leggere visioni che colpiscono il cuore dell’ascoltatore con un mood caldo e suadente. Nella costruzione armonica è il pianismo pulito e aggraziato di Bruno Cesselli a levigare la forma di tutti i brani, facendo da collante fra gli elementi dell’orchestra.  E’ il suo tocco delicato in “Io che amo solo te” a decidere l’intensità e le movenze dell’intero brano, anche più della stessa vocalist, eseguendo le linee melodiche per alchemici ambienti sonori.

Davvero importante risulta, per definire la composizione della tracklist con una valida alternativa melodica, la partecipazione del chitarrista Salvatore Russo che, nei brani “La Rosa Bianca” e “Poema negli occhi”, dimostra una capacità esecutiva di sicuro spessore.

Nell’insieme questa registrazione dimostra un disegno completo, chiaro, lucido, che non lascia spazio ad incertezze esecutive. Nella sua lavorazione Barbara Errico ha agito con attenta circospezione, ricostruendo ogni brano con uno stile personale, dei sentimenti del tutto nuovi ed una padronanza canora di altissimo livello. L’omaggio è tanto più significativo in quanto la vocalist non cerca imitazione  (e non ve n’è traccia in nessun brano del disco), muovendosi piuttosto alla ricerca di una strada propria, personale, che possa rendere ( e vi riesce senz’altro) questa  celebrazione ancora più preziosa.

di Andrea Valiante

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