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FIONA APPLE, Fetch The Bolt Cutters, Epic 2020 

Fetch the Bolt Cutters , preso in considerazione da molte classifiche come uno degli album più belli del 2020, è l'ultimo lavoro di Fiona Apple. La cantante si distingue già da diversi anni per la sua personalità accattivante e una sapienza di scrittura e di composizione non indifferente. Brava fin dagli esordi a cogliere le tendenze del tempo, nella fine degli anni Novanta aveva già iniziato a prendere dall'hip hop il fattore metrico come segno distintivo del suo modo di cantare, seppur la matrice è sicuramente quella blues e soul, con qualche ammiccamento jazzistico. 

L'album è totalmente registrato in casa. Cosa che, almeno per me, è quasi sempre indicativa di freschezza e di autenticità. Ho sempre avuto un debole per produzioni che non disdegnano di inserire rumori ambientali o litigi tra cani e gatti (ascoltando capirete). Di certo la Apple si è sbizzarrita più del solito in virtuosismi e in sussulti nevrotici, che la caratterizzano in quanto donna stravagante, a tratti buffa e purtroppo per lei con qualche disturbo (soffre, a quanto pare, di Disturbo Ossessivo Compulsivo). 

Ci sono non poche eco che si ripercuotono nel corso dell'ascolto: talvolta sembra quasi che Patti Smith e Grace Slick si sostituiscano a lei per qualche secondo; oltre a ciò arrangiamenti grotteschi e percussivi alla Tom Waits, o sonorità ancora più oscure e drammatiche appartenenti ad uno scenario più vicino a Nick Cave (del primo Nick Cave mi sentirei di dire). 

Tra tutto, dopo i primi brani che suscitano subito una certa partecipazione, l'album evolve oscillando tra parodie del Dark Pop, un po' simile al cantato di Billie Eilish, e ritorni a quello stile canzone che la contraddistingue. 

Un lavoro molto ben fatto, seppur non manchino le critiche di chi si oppone a coloro che sostengono sia una delle sue opere migliori. 

Paolo Vaglieco 

Fiona Apple – voce, pianoforte (tracce 1, 2, 4, 9 e 10), batteria (tracce 1, 3, 5–7, 9, 11 e 13), percussioni (tracce 2, 3, 5–7, 9, 10 e 13), cori (tracce 2–5 e 7–13), mellotron (tracce 6 e 12), batteria elettronica (traccia 7), timpani (traccia 7), piano Wurlitzer (traccia 8), campane (traccia 9)

Sebastian Steinberg – basso (eccetto traccia 11), batteria (traccia 1), percussioni (tracce 2, 5 e 9), autoharp (tracce 10 e 13), chitarra a dodici corde (traccia 10), slide guitar (traccia 10), cori (traccia 12), arpa (traccia 12), composizione

Amy Aileen Wood – batteria (eccetto traccia 11), percussioni (tracce 2, 4, 5, 9, 10 e 13)

Davíd Garza – vibrafono (tracce 4 e 8), percussioni (tracce 5, 8, 9, 12 e 13), chitarra (tracce 6 e 7), cori (tracce 8 e 12), mellotron (traccia 8), chitarra elettrica (traccia 10), Wurlitzer (traccia 10), organo (traccia 12)

I Want You to Love Me – 3:57

Shameika – 4:08

Fetch the Bolt Cutters – 4:58

Under the Table – 3:21

Relay – 4:49

Rack of His – 3:42

Newspaper – 5:32

Ladies – 5:25 (musica: Sebastian Steinberg, Davíd Garza)

Heavy Balloon – 3:26

Cosmonauts – 3:59

For Her – 2:43

Drumset – 2:40

On I Go – 3:09

 

Qui per ascoltare l’intero album: 

https://www.youtube.com/watch?v=N541HLPeG6Y&list=PL9tY0BWXOZFthbMAh1WrMDEho_wKVSM_1

 

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