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Recensioni

Stefania TschantretStefania Tschantret

“Love For Sale”
(Jazz Sonique / Area Sonica, 2010)

di Monica Leggio

Prodotto dalla neonata etichetta discografica di Marcello Carrabba, il disco d’esordio della cantante e compositrice bolognese Stefania Tschantret nasce dall’incontro e dalla successiva collaborazione con un ensemble di validissimi musicisti, riuniti intorno alla figura del pianista Antonio Ciacca. Punto di arrivo e di concretizzazione di un solido percorso formativo e di una ormai consolidata esperienza sui più prestigiosi palchi, Love For Sale è una raffinata raccolta di nove standard della più nota tradizione jazz, da George Gershwin a Cole Porter, riproposti e reinterpretati in chiave moderna, fresca e accattivante, complice una vocalità duttile e particolare.

Stefania Tschantret ha studiato tecniche di canto con Barbara Louis Hurt, soprano lirico afro-americana, approfondendo successivamente le nozioni di canto lirico con il tenore Oslawio Di Credico. Artista poliedrica, in grado di spaziare dal soul al funk, dalla musica classica alla sperimentazione vocale, la cantante bolognese trova tuttavia nel jazz il proprio territorio d’elezione, esplorato con passione nei numerosi seminari tenuti da Barry Harris, Eddie Gomes, Doduka Da Fonseca, Mike Stern, Maria Pia De Vito, Tiziana Ghiglioni.

Ad accompagnare la voce di Stefania Tschantret, un ricco ed eterogeneo ensemble internazionale di validissimi musicisti, che conferiscono al disco una caratteristica sonorità contaminata e variegata. Attorno alla figura centrale del pianista Antonio Ciacca, tra i jazzisti italiani di maggiore reputazione internazionale, oltre che direttore della programmazione jazz al Lincoln Center di New York, tre giovani strumentisti già precedentemente coinvolti dallo stesso Ciacca in una serie di interessanti percorsi di sperimentazione e di ricerca armonica. Sassofonista e compositore di Brooklyn, Stacy Dillard ha già al suo attivo cinque dischi da leader e numerose partecipazioni al fianco di nomi quali Roy Hargrove, Mulgrew Miller, Mingus Big Band. Al contrabbasso, il giapponese Kengo Nakamura, uno dei nomi di spicco a livello internazionale, le cui doti straordinarie sono emerse nel trio del pianista Chyrus Chestnut e in vari gruppi guidati da Wynton Marsalis. Non è da meno il batterista Ulysses Owens, che nonostante la giovanissima età può già vantare un curriculum eccellente, fitto di grandi nomi quali Chick Corea, Eric Reed, Regina Carter e, da ultimo, il quartetto del chitarrista Russel Malone. Chiude la formazione il pugliese Lucio Ferrara, chitarrista, compositore e didatta attivo in Italia e oltreoceano.

Il disco si apre con l’elegante arrangiamento di My Favourite Things, seguito da What a Wonderful World, brano scelto come primo singolo estratto dall’album, e da una brillante reinterpretazione in chiave bossa nova di They Cant’ Take That Away From Me. Protagonisti di But Not For Me, accanto alla voce della Tschantret, il piano di Ciacca e il sax di Dillard. Originalissima la versione di Love For Sale, brano che dà il titolo al disco, rivisitato in una forma che oscilla tra funky e jazz, con il contributo vocale del sassofonista Dillard e un bel solo di Ferrara. Alle sonorità suadenti di Bewitched, Bothered And Bewildered, seguono le atmosfere brasiliane di Garota De Ipanema, brano scritto a quattro mani da Vinicius de Moraes e Antonio Carlos Jobim e qui riproposto in un’esecuzione briosa e vitale. Un bel passaggio di Nakamura e Ferrara impreziosisce la morbida versione di Smoke Gets In Your Eyes, cui segue Goodbye Pork Pie Hat, composta da Charles Mingus in ricordo del sassofonista Lester Young e scelta a chiusura del disco.

Un lavoro intenso, in cui il fil rouge dell’emotività è tessuto da una voce raffinata e arricchito dal contributo di cinque musicisti di prim’ordine.

Monica Leggio

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