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Greg Burk, As a River, Tonos Records 2019

 

Suonare in Solo: l’istinto più immediato per ogni pianista poiché sulla tastiera più semplice è rintracciare le proprie motivazioni alla Musica, all’Autodescrizione, all’Autoanalisi, all’Indagine su ciò che ci circonda, sentimenti, eccedenze emotive, storie decise o indecise, speranze, visioni, attese.

Questi i motivi, a mio avviso, per cui l’eclettico pianista americano Greg Burk decide di dar libera frequenza ai propri moti interiori, assunte le dedizioni a Maestri di Formazione sia di pensiero jazzistico che classico.

Del resto, il pianista e compositore di Detroit proviene da una famiglia di musicisti classici: il padre, figlio di immigrati russi e polacchi, era un direttore d’orchestra e la madre, di origine italiana, una cantante lirica. E, se la Genetica non mente o almeno non mente la “formazione” freudiana, i lasciti dei cromosomi della grande scuola russa (Sergej Rachmaninov, Sergej Prokof'ev, Igor Stravinsky, Mikhail Glinka, Nikolai Rimsky-Korsakov…) sembrano amalgamarsi col lirismo più intenso dell’Opera italiana (Giacomo Puccini, Giuseppe Verdi, Vincenzo Bellini…) per trovare un Modo Proprio nell’ampio raggio astrattivo del Jazz del Genio Paul Bley, di Bill Evans, di Oscar Peterson, di Carla Bley, di Ornette Coleman, di George Russell, di Archie Shepp e dell’afro-americano degli anni 50 e 60, nulla omettendo delle Luci primonovecentesche di Claude Debussy e Maurice Ravel.

As a River è un album di cadenze scoscese, fluente ed accentuato nelle simmetrie armoniche, espressivo nelle variazioni cromatiche di melodie belle e naturali, spesso liriche e cantabili, vitali e dinamiche pressioni di un Cuore che emette energie blues in quegli Idilli intimi che appaiono come i momenti più intensamente comunicativi e che, come tali, giungono nelle sfera privata di chi ascolta come istinti poetici destinati a portare riflessione ed immaginazione, come dal gospel di One Day all’ipnotico radiante Sun Salutation, dal notturno classicismo di As a River alla tenue meditazione sul Tempo di The Slow Hello.

“Tempo ritrovato” (Marcel Proust docet) tra i coaguli delle intense armonie dell’Arte complessa e del Sentimento di un pianista dalla cultura polimorfa, dalle umane e creative esitazioni, curioso e inquisitivo, virtuoso ed emotivo per quel che urge ad un Mondo Moderno che del “Sentimento del Tempo” ha fatto troppo spesso, e scriteriatamente, a meno.     

Fabrizio Ciccarelli

 

Greg Burk: pianoforte, composizioni

  1. One Day
  2. Five Petals
  3. Sun Salutation
  4. As a River
  5. Radiant Heart Blossom
  6. The Slow Hello
  7. The Union
  8. Confluence of Color
  9. Serena Al Telefono
  10. Into The Rapids
  11. Love Wins
  12. Beyond The Bend
  13. The Slow Goodbye
  14. Rivers To Tears
  15. Sequoia Song

 

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