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Azul Trio, Giocolieri, Abeat 2019

 

E va bene suonare bene, ci mancherebbe. E va bene scegliere un repertorio nel quale si configuri lo spirito musicale di chi interpreta. E va bene optare per pentagrammi immortali nei quali riconoscere il proprio Ego estetico. Il problema è saperle proporre come Scelte definitive.

Il Trio Azul risolve il tutto con ampie escursioni a tutto campo, e con Giocolieri dimostra come sia semplice l’originale complessità dei Suoni Moderni sudamericani (dunque latini, dunque mediterranei, dunque nostri) quando si sappia raggiungere e aggiungere alla tensione esistenziale del Tango e alla Saudade brasileira la Luce contemporanea d’un Jazz garbatamente infatuato di Pathos vampante (la lettura passionale tra barrio porteño e palco europeo dell’evergreen Tea for Two  di Vincent Youmans e Irving Caesar), di Poesia crepuscolare d’Amore e Nostalgia (Per Angela, a firma del Zanchi), della memoria ibrida (“lunfarda”) degli italo- argentini di Buenos Aires (Giocolieri, fantasiosa funambolia cablata dall’inventiva di Oscar Del Barba).

L’immaginazione, del resto, fluisce nelle intime melodie di Contigo en la Distancia (assoluto capolavoro del Tango di César Portillo De La Luz), di Historia de un Amor di Carlos Eleta Almaràn, di Bachianas Brasileiras no.5 di Heitor Villa-Lobos (splendida coniugazione nel Neoclassicismo del grande innovatore di  Rio de Janeiro, come sempre tra  il “Clavicembalo ben temperato” di Johann Sebastian Bach ed il patrimonio etnico amazzonico) e nella pagina intensa di un’Idea popolare la cui Visione modernista cade, risorge e riappare nel Lirico Pensoso di Um Anjo dal Genio di Egberto Gismondi tra le idee compositive di Ravel e le lezioni distoniche di Anton Webern, rivedute con passione da un Trio dalle eccellenti qualità: Attilio Zanchi, attento e creativo contrabbassista, Fausto Beccalossi, raffinato cultore dell’accordion, Oscar Del Barba, pianista di Sentimento e di Stupore.

Sentimento e Stupore che sono senza dubbio lezioni affini e bellissime in questo album che canta e incanta di Storia e d’Infinito.

Fabrizio Ciccarelli

Attilio Zanchi: contrabbasso

Fausto Beccalossi: fisarmonica

Oscar Del Barba: pianoforte

 

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