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Roberto Bonati QuintetRoberto Bonati Quintet

"Un sospeso silenzio. Appunti a Pier Paolo Pasolini"
(MM Records 2007)

di Giorgio Aprile

Diana Torto - vocals
Riccardo Luppi - soprano & tenor sax, flutes
Alberto Tacchini - piano
Roberto Bonati - acoustic bass
Anthony Moreno - drums, percussion
Claudio Guain - narrator
 

Tracklist: I gigli di Babele, Melodia d'aurora, Dirge a Pier Paolo Pasolini, Un sospeso silenzio, Solo prelude, Lettera a Don Giovanni Rossi, Ninna Nanna Ninna Luna, Lontane Campane, Bounce Tempo, Mattutino

Pier Paolo Pasolini è uno degli artisti più validi e interessanti della storia recente dell'Italia, la sua opera ha toccato diversi ambiti della cultura tra cui la letteratura, la poesia, il cinema. Il Roberto Bonatti Quintet porta adesso il talento dello scrittore bolognese anche nel mondo della musica. L'album del quintetto, Un sospeso silenzio, prende infatti avvio proprio da Pasolini e prosegue nel percorso creativo all'interno della musica jazz.

Scrive Roberto Bonatti nel booklet del disco: "Amo gli artisti che portano il fuoco e che vivono l'ansia appassionata e struggente del fare artistico. Pasolini è senz'altro uno di loro. La sua visione profetica, la sua dedizione, la sua riflessione poetica e civile e la sua passione, insieme ai suoi contrasti brucianti, ci indicano una strada - oggi sempre più deserta - e una modalità autentica di essere artisti".

Pasolini, quindi, come personalità esemplare e modello a cui guardare in vista di ogni fare artistico inteso come passione autentica e vissuta, senza rinunciare a un accenno di criticità nei confronti dell'approccio odierno alla musica e all'arte in genere, approccio assai meno legato al piano dell'interiorità dell'artista.

Da questa concezione dell'essere artistico ha preso avvio Un sospeso silenzio, album che mette sullo stesso piano jazz e letteratura in vista di un intreccio tra musica e parole all'interno del quale le due istanze si arricchiscono a vicenda, mescolandosi e confondendosi.

La forma non è, quindi, quella del reading, nel quale un testo è recitato con un accompagnamento musicale come sottofondo. L'intento del disco è piuttosto quello di dar vita a un prodotto nuovo pensato sulla base di un sincretismo tra i due ambiti artistico-culturali.

Pasolini è il punto di partenza, la base sulla quale si regge il progetto. Gli appunti sono i pentagrammi, le esecuzioni e i testi del cantato.

In un disco pensato a questa maniera le parti vocali sono le prime a emergere dall'ascolto. La voce del narratore, Claudio Guain, è profonda e austera, mentre quella della cantante, Diana Torto, è caratterizzata da una levità a tratti quasi celestiale. Intorno a questo ci sono gli strumenti di Roberto Bonati, Riccardo Luppi, Alberto Tacchini, Anthony Moreno, suonati spesso in modo disinvolto e leggero, senza alcuna esitazione nelle parti in cui è necessaria una maggiore incisività.

L'album è stato registrato live in digitale al Teatro al Parco di Parma il 6 dicembre 2005 nell'ambito del ParmaJazz Frontiere festival. Tutte le composizioni e i testi originali che si possono ascoltare nel disco sono di Roberto Bonatti.

L'Album instaura una dialettica tra letteratura e jazz che assume modalità diverse lungo il corso del disco, facendo prevalere a tratti le parole e alternando a queste momenti di esecuzione sentita e ascolto musicale intenso. Colpisce particolarmente la continuità delle musiche e delle atmosfere, caratteristica che permette un ascolto fluido e continuo, senza che si percepisca troppo la divisione in tracce diverse.

Giorgio Aprile

 

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