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Recensioni
MARCO TESTONI & HANG CAMERA
«IMPATIENS» (TRE LUNE RECORDS 2009) Ufficio Stampa Alfa Studio
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di Fabrizio Ciccarelli
Marco Testoni (Tastiere, Caisa Drum, Steel Drum, Cajon, Drums, Balafon) Mats Hedberg (Chitarre) Massimiliano Di Loreto (Hang Drum, Bansuri Flute) Sergio Chiesura (Hang Drum, Steel Drum, Sansula, Didjeridoo, Batajon) Guido Benigni (Voce)
SPECIAL GUESTS Billy Cobham: batteria Paolo Modugno: daff, kartala, sheker Giovanni Imparato: percussioni Nicola Alesini: clarinetto popolare Alessandro Gwis: piano Michele Ascolese: chitarra acustica Nello Angelucci: chitarra flamenco Marco De Angelis: stick bass
Da quando qualche felice angolo del mondo musicale ha avuto certezza che i confini sonori esistono solo nelle menti delle Accademie ed in chi riduce l’arte a definizioni tanto inutili quanto alogiche, alcuni artisti hanno iniziato a percorrere itinerari liberi da adozioni di genere e, soprattutto, lontani da tecnicismi e virtuosismi vuoti di emozione e di espressività immediata.
L’Impatiens (il fiore detto “Noli me tangere”, usato a scopo terapeutico) di Marco Testoni e degli Hang Camera ne è la prova, fortunatamente, distinta da un’estetica versatile e raffinata, nuova e naturale per il modo di destreggiarsi tra istinti improvvisativi e meditazioni eteree, tra la ricerca dello stile sperimentale ed il minimalismo più attento alle varianti culturali che la filologia new age può indicare.
Il booklet presenta una guida attenta ai “Fiori di Bach” dal momento che “forniscono uno strumento in grado di sollecitare il contatto con le proprie emozioni”(Anna Crudo), dal cui pensiero nasce l’album, nel nome dell’armonia, “come base essenziale per la salute psicofisica, nella convinzione(che facciamo nostra) che senza armonia , intesa nel senso musicale, sarebbe impossibile costruire una melodia gradevole per l’orecchio umano”.
Coerente l’intenzione e la realizzazione musicale.
Muovere il pensiero nel senso che il gesto profondo impone non è semplice, dar vita alle movenze che la nostra cultura cerca è compito dell’arte e di chi, consapevolmente, agisce al di fuori delle mode e dei compromessi pseudointellettuali.
Ciò che cerchiamo nella musica è innanzitutto emozione, melodia, venature irrazionali che diano significato alla nostra immaginazione e alla nostra sensibilità: ne troviamo risposta in questo album dalle coloriture aperte e impressionistiche, tanto gradevoli quanto originali, tanto intime quanto avvolgenti per la loro spontaneità e per l’intenzione degli strumentisti di creare un ambiente meditativo e seducente, solare, visionario, evocativo, che corre in dimensioni policrome di un ecosistema filosofico colto, elegante ed assolutamente spontaneo.
Il lirismo di “Where Is My Rescue”, la pensosità dei registri di “Wild Rose”, l’ampiezza strutturale di “Oblivia’s Oak”, la timbrica dinamica e discreta di “The Clown”, volgono l’ascolto alla riflessione e ad un”silenzio” metafisico che troppo spesso viene sommerso dal “sistema dell’applauso”: Ho l'impressione che la mia nascita sia alquanto posteriore alla mia residenza qui. Risiedevo già qui, e poi vi sono nato.(Jorge Luis Borges ).
Il progetto si distingue per ricerca di sonorità e forma musicale, c’è studio del pentagramma e meditazione sulle architetture armoniche. Per non parlare della scelta degli strumenti, che spesso sanno di azzurro, di sole, di Mediterraneo, di antico, di agorà e di bizantino.
Un segno di vita intensa, la certezza di ritrovare i propri percorsi: dalla pòlis inesplorata evocata dagli Hang Camera alla luminosità della steel drum di Testoni, del piano espressionistico di Alessandro Gwis, della chitarra acustica di un ispirato Michele Ascolese, della batteria di un “primaverile” Billy Cobham, della voce atavica, misteriosa e alchemicamente misurata di un bravissimo Guido Benigni, giungono vibranti interpretazioni”umane”, da non dimenticare.
Fabrizio Ciccarelli
01. WHERE IS MY RESCUE? (M. Testoni) 04:59 Marco Testoni: Caisa Drum, Balafon, Tastiere Sergio Chiesura: Pygmy Hang Drum, Didjeridoo Billy Cobham: Batteria Nicola Alesini: Clarinetto popolare Mats Hedberg: Chitarra acustica Massimiliano Di Loreto: Sheker
02. WILD ROSE (M. Testoni) 05:51 Marco Testoni: Tastiere, Cajon, Maracas, Claves, Surdo Sergio Chiesura: Pygmy Hang Drum, Batajon Michele Ascolese: Chitarra acustica Guido Benigni: Voce
03. OBLIVIA’S OAK (M. Testoni) 04:10 * ispirato al romanzo "Memo" di Pippo Russo (ediz. Baldini Castoldi) Marco Testoni: Tastiere, Caisa Drum, Ocean Drum Massimiliano Di Loreto: Ake Bono Hang Drum, Flauto Bansuri Sergio Chiesura: Sansula Mats Hedberg: Chitarra acustica
04. IMPATIENS (M. Testoni) 04:56 Marco Testoni: Caisa Drum, Tenor Steel Drum, Rattles Massimiliano Di Loreto: Ake Bono Hang Drum Sergio Chiesura: Pygmy Hang Drum Mats Hedberg: Chitarra acustica Paolo Modugno: Daff
05. CHESTNUT B CIRCLE (M. Testoni) 03:59 Marco Testoni: Tastiere, Caisa Drum, Batteria Sergio Chiesura: Pygmy Hang Drum Mats Hedberg: Chitarra elettrica Marco De Angelis: Stick Bass
06. THE JUMPING CLOWN (M. Testoni) 04:47 Marco Testoni: Tastiere, Caisa Drum, Snare Drum Massimiliano Di Loreto: Ake Bono Hang Drum Billy Cobham: Batteria Mats Hedberg: Chitarra acustica Guido Benigni: Voce
07. NORRSKEN (M. Hedberg) 05:03 Mats Hedberg: Chitarra acustica Marco Testoni: Caisa Drum Alessandro Gwis: Piano Giovanni Imparato: Percussioni
08. RUBRA (M. Testoni) 05:40 Marco Testoni: Caisa Drum Massimiliano Di Loreto: Ake Bono Hang Drum Paolo Modugno: Kartala, Shaker
09. EMMAS STEG (M. Hedberg) 03:42 Mats Hedberg: Chitarra acustica Marco Testoni: Caisa Drum
10. CRAVAN (M. Testoni) 04:09 Marco Testoni: Tastiere Massimiliano Di Loreto: Ake Bono Hang Drum Mats Hedberg: Chitarra elettrica Nello Angelucci: Chitarra flamenco Marco De Angelis: Stick Bass, programming loop
11. THE CLOWN (M. Testoni – M. De Angelis) 08:08 Marco Testoni: Tastiere, Caisa Drum, Snare Drum Massimiliano Di Loreto: Ake Bono Hang Drum Mats Hedberg: Chitarra acustica Guido Benigni: Voce
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