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 Recensioni
Stefania TalliniStefania Tallini

“The illusionist”
(Alfa Music 2010-Distribuzione Egea)

di Stefano Cazzato

Stefania Tallini - pianoforte (Fazioli Grand Piano F278)

1.Atlantica Saudade; 2. Ics Dance; 3. Acalanto Carioca; 4. Indaco; 5. Girasoli; 6. The Illusionist; 7. Choro Cubano; 8. Over the rainbow; 9. Lilith Dance; 10. Guinga; 11. Alobrasil; 12. A Veva; 13. Bachiana; 14. La Spiaggia; 15. Tarantè 2001;


E’ un disco molto bello che conquista già dal primo brano, il toccante e intenso Atlantic Saudade, alimentando la curiosità e il desiderio per quelli che verranno. Lo diciamo subito: questa curiosità e questo desiderio resteranno ampiamente soddisfatti di fronte a quindici composizioni tutte originali (ad eccezione del classico Over the rainbow)  che  si distinguono, oltre che per la bravura e la maturità, per la ricchezza di riferimenti e la comunicatività.

Il disco di cui parliamo è The illusionist, un lavoro veramente evocativo sotto il profilo della nostalgia e potente sotto quello della melodia che conferma il valore della pianista, compositrice e arrangiatrice italiana Stefania Tallini qui alla  sua quinta incisione.

Nostalgico e melodico in molte composizioni (Acalanto Carioca, Guinga, A Veva, Spiaggia, oltre al già citato Atlantic saudade) l’approccio di Tallini si rivela ritmato e brioso in altre (Ics Dance, Choro libero, Lilith Dance, Bachiana, Tarantè), alternando programmaticamente momenti intimistici e romantici ad altri vitalistici e latini. Soprattutto in questi si sente l’influenza della musica brasiliana e cubana che  testimonia di una cultura musicale aperta, dialogica ed eclettica, i cui esiti sono tuttavia decisamente personali.

Direi che questa cifra personale può essere identificata nella volontà di andare all’essenza della musica, di filtrare attraverso il proprio animo la complessità delle influenze esterne e di restituire  un suono che ha una sua forza intrinseca, in grado di imporsi da sé per la capacità di procurare emozioni senza appoggiarsi a soluzioni intellettualistiche o manieristiche. E’ molto probabile che il titolo del disco,  che allude alla magia e al sogno della musica,  stia a indicare  questa volontà di coinvolgere genuinamente l’ascoltatore e di trasportarlo, proprio come ricordano le  parole di Over the rainbow, in un mondo meraviglioso: cosa che Tallini riesce a fare in modo convincente, ispirato, autentico. 

 

Stefano Cazzato

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