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Michele Guaglio, Lots of time, Abeat 2020   

     Un bel disco di cui vale la pena parlare: Lots of Time di Michele Guaglio, bassista, docente e polistrumentista, qui compositore di 10 brani di fine senso del Jazz, della World Music e della cultura classica.

Come si dice da tempo: in Italia il Jazz si suona bene, e il bassista di Domodossola lo conferma tanto nei passi rarefatti quanto nei ritmi più spinti, pur restando il clima della ballad il fulcro della Poetica, una ballad contemporanea, rarefatta, crepuscolare e tendenzialmente spirituale quale centro emotivo di un’artista sensibile e versatile nella scrittura di pentagrammi esaltati dall’agilità narrativa di Stefano “Cocco” Cantini al sax soprano (che bravo!), dalle sospensioni magnetiche di Roberto Cecchetto alla chitarra, dal sobrio e naturale passo descrittivo del pianista Roberto Olzer in media virtus con le soffuse idealità del drumming di Mauro Beggio.

Brani di riferimento l’introduttiva ariosa 2016 in pura ascendenza del dialogo col quartetto, il notturno pensoso di Lots of Time, il passionale clima emotivo di Milonga’s Dream, il coinvolgente sospeso introspettivo di Influences, il meditativo di Family.  

Lots of Time, “tanto tempo” quanto ne è servito per descrivere un clima moderno che sa di quanto nell’anima di Guaglio più sincero e necessario.

Fabrizio Ciccarelli

Michele Guaglio (elb, composition) Stefano “Cocco” Cantini (ss) Roberto Olzer (p) Roberto Cecchetto (g) Mauro Beggio (ds)

  1. 2016 2. Family 3. Lots Of Time 4. Milonga’s Dream 5. Pictures 6. A New Day 7. Flowers Ahead 8. Pressure 9. Influences (RAM) 10. End

 

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