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Nine’s Wid, Science & Philosophy, Tube Records 2019

Disco d’esordio per l’etichetta Tube Records, Science & Philosophy del Nine’s Wid, un album denso di groove e di soluzioni formali che riconducono tanto al Soul Motown quanto al Funky e, in versione riveduta ed adeguata alle proprie preferenze, a certi climi sonori fine anni 70 e all’Indie contemporaneo.

A parte la suggestione esercitata dall’abilità corale delle tre vocalist (in qualche passo ricordano gli impasti Manhattan Transfer, in altri la veloce fenomenologia dei cori dei Talking Heads e di Frank Zappa), le belle parti solistiche della chitarra “a magneti strappati”, il  vigore sostenuto dell’ottimo basso funk e l’eccellente volitivo drumming, i brani volano via con un sicuro magnetismo ritmico che lascia intendere una visione live nell’intenzione della band, una scrosciante fluidità di armonizzazioni pastose che partono proprio dalla tecnica e dall’entusiasmo delle tre voci, punto di forza di un incontro ben ideato e ben arrangiato.

Che il titolo alluda all’eterno contrasto tra la pericolosa seduzione del Sapere e la libertà in divenire dell’Intuizione? Secondo il mio parere sì, ma è solo un dato soggettivo che lascio al giudizio della band e dei lettori.

In ogni caso si può sempre scegliere cosa ascoltare con maggior convinzione. Ed allora opterei per il “dai e vai” di It Leaves the Groove (presente il “77” dei Talking Heads e le prorompenti divagazioni “disco” dell’Herbie Hancock di “Future Shock” e “Sound-System”?), la morbida e crepuscolare “via di ritorno” di Pride (con tanto di Rap a chiosarne ritmo e cromia), il piacevole sincopato Jazzy di Summer Leaves (memoria al George Benson di “Weekend in L.A.”, un disco del 1977 che consigliamo di riscoprire, un’uscita dal jazz secondo molti da parte del grande chitarrista, a mio parere una luminosa veggenza della Fusion a venire) ed il conclusivo omaggio proprio all’ Herbie Hancock di Actual Proof (e pensare che il geniaccio di Chicago già nel 74 con questa seconda traccia dell’album “Thrust” aveva iniziato un nuovo percorso elettrico che avrebbe stravolto l’ingessato costume del mainstream..).

Tolti i riferimenti, dovuti a chi legge e a chi ascolta, una performance articolata, brillante e originale.

Fabrizio Ciccarelli   

Giuly Jackson, Maria Vittoria Boemi e Silvia Reale (voci)

Roby Ferrante (basso), Mattia Dambrosio (chitarra), Walter Calloni (batteria), Luca Pasqua (chitarra)

1.Material World 4:09

2.It Leaves the Groove 4:21

3.All That Groove 3:19

4.Pride (State of Mind) 3:53

5.Summer Leave 2:56

6.Taboo 3:03

7.Mr. Tatoo 3:46

8.Science & Philosophy 3:09

9.Actual Proof 4:06

 

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