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Recensioni
Alrededores de la AusenciaJAVIER GIROTTO

“ALREDEDORES DE LA AUSENCIA”
(JG RECORDS / GOODFELLAS)

di Andrea Valiante

JAVIER GIROTTO – SAX SOPRANO E SAX BARITONO
HORACIO BURGOS – CHITARRA
DIEGO CLARK – COVE PERCUSSIONI, CHITARRA
MARTIN BRUHN- PERCUSSIONI
FERNANDO BOBARINI – BASSO

MUSICISTI OSPITI:
NATALIO MANGALAVITE – PIANO E VOCE
MINGUI INGARAMO - PIANO

Scaletta brani:

1.AUGUSTINO; 2.ALREDEDORES DE LA AUSENCIA; 3.CRIOLLITA SANTIAGUEÑA; 4.CELEBRACION; 5.EL SURCO; 6.FUIMOS; 7.LA RURAL; 8.ZAMBA DEL CHAVANGO; 9.MILONGA LA CUARENTOSA; 10.NOCTURNO PORTEÑO; 11.SOLEDAD; 12.PEQUEÑA

Sono passati ormai vent’anni da quando la carriera da professionista del sassofonista italo-argentino Javier Girotto prendeva forma con partecipazioni e progetti in giro per l’Italia e per l’Europa. Vent’anni della sua musica, impreziositi da una gran quantità di notevoli lavori discografici e collaborazioni prestigiose che hanno contribuito a rendere questo artista uno dei più importanti ed apprezzati sassofonisti a livello europeo.

Per festeggiare questo prestigioso traguardo lo strumentista e band leader propone un album che offre diversi spunti di interesse, sia dal lato musicale che da quello culturale, in cui sono racchiusi la concezione stilistica ed i modelli descrittivi maturati in questi ultimi due decenni di carriera.

Dalle prime formazioni romane  (che vedevano Girotto impegnato con Horacio “El Negro” Hernandez nei “Tercer Mundo” e nei “Six Sax” assieme a Rosario Giuliani, Marco Siniscalco, Tony Germani, Gianni Savelli e Pietro Iodice) fino al recente sodalizio con Fabrizio Bosso nei “Latin Mood”, sono molti i progetti portati a termine dallo strumentista di Cordoba che meritano di essere ricordati per l’importanza e la freschezza delle loro espressioni artistiche.    

L’ensemble che forse più di tutti ha saputo rispecchiare la sua concezione di sperimentazione a cavallo tra le blue notes ed il tango classico, e grazie al quale ha acquisito notevole prestigio internazionale, è la band degli Aires Tango, formata nel 1994 assieme ad Alessandro Gwis, Marco Siniscalco e Michele Rabbia.

Come non citare poi le numerose collaborazioni con artisti del calibro di Peppe Servillo, Natalio Mangalavite, Enrico Rava, Gerardo Di Giusto, Minino Garay, Carlos El Tero Buschini, Daniele Di Bonaventura, Luciano Biondini, Gary Burton, Marcelo Nisinman,Ares Tavolazzi, Fabrizio Sferra e con orchestre quali la Parco della Musica Jazz Orchestra e la francese Orchestre National du Jazz di Parigi.  

Le impressioni sedimentate nella coscienza di Girotto lo hanno portato a concepire un album nuovo, completo, suadente e contemplativo allo stesso tempo, un mix intelligente di musica argentina e musica mediterranea dalla tavolozza armonica sfumata da colori di diverso impatto emotivo. Il respiro della poetica argentina e dell’inconfondibile stile espressivo del sassofonista latino-americano è evidente in ogni traccia, complice in primis una delle caratteristiche che fanno di questa registrazione un lavoro unico nella sua carriera: “Alrededores de la Ausencia” è il primo album che registra nella “sua” Argentina, accompagnato per l’occasione da musicisti provenienti proprio dalla sua città natale, Cordoba. L’empatia che viene a crearsi nell’interplay diviene così evidente e spontanea, fluida e limpida nelle sue forme esecutive.

Un disco intriso dei temi tanto cari ad Javier, a cominciare dal pathos e dalle coloriture profonde, dense e plastiche del suo sax soprano, come nella song “Alrededores de la Ausencia”, e delle impressioni sensuali e romantiche del sax tenore, malinconico nella dolce ballad “Fuimos”. Altrettanto interessante è il melange riconoscibile tra jazz e tango, con ritmiche e temi prettamente classici (il mood soffice e “cool” di “Milonga la Quarentosa”) ed altri più moderni (“El Surco”, “Zamba del Chavango”) espresso nelle linee armoniche di ogni brano.

Notevole la capacità di esprimere i sapori, le sensazioni di spensieratezza e di sconfinatezza trasmesse dalla pampa in “La Rural”, in cui la ritmica brada ed il colore luminoso del sax soprano  trasportano fra le distese della campagna argentina.

Un’opera interessante ed un pezzo pregiato per gli amanti del tango classico che non disdegnano le declinazioni jazzistiche del tango nuevo. Un omaggio degno della carriera di questo poliedrico musicista sempre alla ricerca della massima perfezione stilistica.

 Andrea Valiante

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