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We Kids Quintet, Abeat Records 2020

Quanto siano bravi e originali come musicisti e come compositori quelli del jazz italiano lo andiamo ripetendo da molto tempo. Il jazz italiano sembra avere spesso una marcia in più in quanto a creatività e levigatura tecnica, e grazie al We Kids Quintet possiamo ancora una volta rivendicare se non un primato, dal momento che non si tratta di un certame coronario o di una disfida da vincere a tutti i costi, almeno un  sicuro posto di rilevo nell’ambito delle Blue Notes internazionali.  

Premessa la personale opinione, cos’altro vogliamo dire di cinque eccellenti jazzisti che seguono le impronte storiche di un Jazz multidirezionale, convinti al viaggio da un capofila come Stefano Bagnoli?

Bè, vi racconto che ho un vicino di casa molto socievole, che mi ripete spesso di non essere esperto di musica, il quale, ogni volta che alzo il volume per un disco che mi piace, non manca mai di darmi le sue impressioni: quando non dice nulla è chiaro che quelle note gli arrivano poco, invece, quando approva il livello acustico cui lo costringo, se ne esce sempre con un “daje” o con un “bello questo, fammi sentire”. Ecco, nel caso di We Kids Quintet questo è accaduto, e meno male che dice di non essere un esperto. Certo, perché l’album scorre fluido senza stravaganze, senza interruzioni estetizzanti, senza captatio benevolentiae, con una forza interpretativa e tanti saggi tocchi di maestria stilistica che amplificano il senso della musica, della valenza artistica, di un sipario che s’illumina senza fretta e con grande eleganza di almeno cinquant’anni di musica riletti secondo sensibilità contemporanea. Quello di We Kids è un Jazz molto colto, raffinato in quelle sfumature solistiche che giustamente pretendono l’oltrepasso dal mainstream, poiché Arte indubbiamente vuol dire Evoluzione: ed in questo danno piena soddisfazione le evoluzioni di Matteo Cutello alla tromba, Giovanni Cutello al sax, Giuseppe Vitale al piano, sostenuti dal puntuale apporto di Stefano Zambon al contrabbasso e dalla temperata gravitazione di Stefano Bagnoli alla batteria, uno che di convenzioni ne sa molto ma che non rinuncia mai a dar ragionata novità al suo drumming verticale, sciolto, immediato, comunicativo.  

Ognuno dei cinque è autore di almeno un brano dell’album (“Viviamo in questo mondo per imparare e per illuminarci l'un l'altro“ diceva Wolfgang Amadeus Mozart, e il sacro folle del genio di Salisburgo me lo ricorda anche Bagnoli nella sua composizione Salieri: ovvio l’arguto riferimento alle diatribe sul noto maestro di cappella alla corte asburgica, forbito e abile ma mai alla pari col suo supposto antagonista): anche questo è un segnale chiaro dell’intenzione del Bagnoli ideatore del progetto We Kids, dando libera voce a tutti i componenti della band senza mai sentirsi ineffabile demiurgo, semmai coordinatore di pensieri in fase di elaborazione, merito che non spetta a molti nel mondo musicale, di oggi come di ieri.

Interpretando il pensiero e la  volontà del brushman milanese, suggeriamo l’ascolto di tre pièces: il Misterioso elaborato di Epigrafe, impreziosito dalle modernissime variazioni di Vitale al piano e dalle sinuose curvature di Matteo Cutello alla tromba, l’ambientazione onirica di Growing Together, disegnata in notturno dal groove ascendente del sax di Giovanni Cutello, lo swing dinoccolato di Smoke N Grapez per le brillanti aperture cromatiche del Cutello trombettista, gli ingegnosi flussi armonici del piano di Vitale ed il timing perfetto del contrabbasso di Stefano Zambon e della batteria di Stefano Bagnoli.        

Cosa dire di questo Jazz, se non accostarlo al pensiero di Platone che per primo diede ordine al naturale desiderio di felice disordine di Euterpe, musa della musica?

“La Musica è una legge morale: essa dà anima all'Universo, ali al pensiero, slancio all'immaginazione, fascino alla tristezza, impulso alla gioia e vita a tutte le cose. Essa è l'essenza dell'ordine ed eleva ciò che è buono, giusto e bello, di cui è la forma invisibile, ma tuttavia splendente, appassionata ed eterna”.

Appunto ali al pensiero e ordine appassionato.

Fabrizio Ciccarelli

Stefano Bagnoli (batteria), Giuseppe Vitale (pianoforte), Stefano Zambon (contrabbasso), Matteo Cutello (tromba), Giovanni Cutello (sax).

01 Epigrafe (S. Bagnoli)

02 Stucked in the meanwhile (S. Zambon)

03 Work 3 (S. Zambon, S. Bagnoli, G. Vitale, G. Cutello, M. Cutello)

04 Growing together (G. e M. Cutello)

05 Nuvole (G. e M. Cutello)

06 Distance (S. Zambon)

07 Work 1 (S. Zambon, S. Bagnoli, G. Vitale, G. Cutello, M. Cutello)

08 Caesar, to my grandpa (G. Vitale)

09 Work 2 (S. Zambon, S. Bagnoli, G. Vitale, G. Cutello, M. Cutello)

10 Salieri (S. Bagnoli)

11 bonus track: Smoke n grapez (G. Vitale)

 Da ascoltare:

Epigrafe: https://www.youtube.com/watch?v=VO7DC-Fi9_E&list=OLAK5uy_nEnaoCJem7aUMZ1WbPhpaMMUVWIDGCjdg

Growing together: https://www.youtube.com/watch?v=14ugWOPm0VQ&list=OLAK5uy_nEnaoCJem7aUMZ1WbPhpaMMUVWIDGCjdg&index=4

Smoke n grapez: https://www.youtube.com/watch?v=IxR9NaJ1ne8&list=OLAK5uy_nEnaoCJem7aUMZ1WbPhpaMMUVWIDGCjdg&index=11

Ascoltate su Spotify: https://backl.ink/142945049

 

 

 

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