|
Recensioni
Dario Skèpisi
“Musicanima” (Helikonia 2010)
di Roberto Coghi
1. Fior di loto; 2. Chissà; 3. Braswing; 4. Vento caldo d'Africa; 5. Ma tu cciuè da me?; 6. A Francesco; 7. Musicanima; 8. Ta d'adattà; 9. C'è un samba; 10. Che ne sai
Dario Skèpisi - voce chitarra e cori; Piero Vincenti – piano; Pippo Lombardo – tastiere; Pierluigi Balducci – basso; Mimmo Scialpi – batteria; Vito Giacovelli – percussioni; Gianfranco Gabriele – chitarra; Vito Di Modugno – basso; Fabrizio Bosso – tromba; Gilson Silveira – percussioni; Daniele Scannapieco - sax tenore; Mimmo Campanale – batteria; Nando Di Modugno – batteria; Davide Belviso – percussioni; Michele Fazio - piano e tastiere; Beppe Sequestro – basso; Mimmo Petruzzelli – batteria; Rodolfo Maltese – chitarra; Pippo D'ambrosio – percussioni; Alex Milella – chitarra; Gaetano Partipilo - flauto traverso, sax contralto; Fabio Losito – violino; Lello Del Vecchio - percussioni
Le dieci tracce di Dario Skèpisi rivelano il talento di un tecnico della struttura musicale, con una profonda conoscenza dell’alma brasileira, ma con solide radici pugliesi.
Ci sono tutti gli elementi noti della musica brasiliana, che può considerarsi world per eccellenza, e quella italiana calati in un’atmosfera jazzata che è la contaminazione ideale per due modi di esprimersi che, pur sviluppatisi in luoghi diversi, hanno la stessa matrice africana. La musica sudamericana descrive, come quella italiana,il senso comune dei sentimenti, della nostalgia, della saudade.
Questo esperimento non è del tutto nuovo: si ricordano Bruno Lauzi ma anche il gruppo barese Quintetto X che qualche anno fa si era proposto sulla scena Jazz-Bossa italiana con Rosalia De Souza suonando, tra l’altro, con Fabrizio Bosso e Daniele Scannapieco che hanno collaborato alla realizzazione di questo album.
Musicanima, prima avventura discografica, evidenzia come il musicista cantautore abbia una tecnica maturata in tanti anni di musica dal vivo ed in sintonia con tutti i musicisti che hanno collaborato. Tutti i brani, costruiti sulla fusione tra parole e musica, risultano semplici e fluentemente naturali.
I brani accarezzano piacevolmente l’ascoltatore come una brezza tra le palme di Bahia e vengono introdotti delicatamente dalla tromba di Fabrizio Bosso, alla quale risponde la carezzevole voce di Dario, che ci narra, con il primo brano, dei mangiatori di fior di loto per dimenticare …
In “Chissà”, ottimi gli arpeggi di chitarra, che ricordano Toquinho, come i fraseggi del sax di Daniele Scannapieco, che chiude meravigliosamente il brano.
“Braswing”, che non a caso unisce le parole Brasile e swing, con i cori e la voce diventa un vero e proprio brano strumentale, che riporta addirittura a Sergio Mendez.
Le fluenti percussioni di Gilson Silveira, che introducono e accompagnano il “Vento caldo d’Africa”, dialogano con i delicati fraseggi di voce e gli arpeggi delle chitarre.
Il quinto brano, “A tu cciuè da me?”, è in dialetto barese ed avendo parole tronche, come tutti i dialetti, si sposa ottimamente con il ritmo del samba.
La traccia successiva, “A Francesco”, presenta inizialmente una ritmica dal sapore indiano dato dalle tabla; queste ultime introducono, al suono della fisarmonica, le atmosfere delle feste paesane, alternate dagli arpeggi e dalle svisate della chitarra di Rodolfo Maltese.
I fiati di Gaetano Partipilo commentano il brano “Musicanima”, che riporta al jazz di Donald Fagen. In “Ta d’adattà”, secondo brano dialettale, spicca il violino di Fabio Losito, che risponde ai fraseggi della ritmica data dalla voce, dalle percussioni e dal basso di Beppe Sequestro.
“A balanca” emerge nel refrain della penultima traccia: “C’è un samba”, impreziosita dalle percussioni di Vito Giacovelli, Gilson Silveira e Lello Del Vecchio.
Termina l’album un brano acustico: “Che ne sai”. In questo spazio sonoro Skèpisi mette in luce le sue qualità di vocalist, accompagnato solamente dalla chitarra di Gianfranco Gabriele.
Suonare insieme vuol dire comunicare e trasmettere il proprio bagaglio esperienziale all’altro; trasmissione che utilizza linguaggi astratti per comunicare sensazioni concrete. Chiudi gli occhi e ti ritrovi a bere agua de coco e caipirinha per le strade di Rio. Dario riesce a fondere con estrema signorilità, in un unico progetto, tutte le sue esperienze passate, la musica world e quella jazz, con citazioni da cantautore italiano.
Roberto Coghi
|