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Alberto Giraldi Jazz Quartet

Geometrie, Affetti Personali

Alfa Music, 2015

In quanto a Geometrie di Riflessione Alberto Giraldi ha molto da disegnare, da variare circa la Natura emotiva dell’Arte e la trasformazione in Note di Sogni e Bisogni.

Le nove composizioni originali, articolate in pregiati plateaux, conservano intatto il fascino creativo dell’Autobiografia e del Cesello strumentale da condividere in un Quartetto/Quintetto dai Modi equilibrati e impressionistici.

 

L’album è distinto da un flusso intenso che entra in contatto con la fantasia e la bellezza di un Jazz vasto ed incontaminato, a tratti romantico nelle aperture armoniche, a tratti piacevolmente remoto in una ricerca melodica introversa e raffinata, embrionale nella passionalità del sax di Palermini e nelle ben misurate energie della ritmica di Gola e Fioravanti.

Senza porre altri Sofismi diciamo subito che queste Geometrie variano in una gamma istintiva densa di Pathos e di richiami estetici ai magici contatti fra piano e sax (Keith Jarrett e Dewey Redman docent) senza però rivolgere l’andamento musicale a perfettismi stretti, avanguardistici o neoclassici, lasciandosi piuttosto andare agli Affetti dell’Improvvisazione, all’eclettismo di chi ama l’andamento degli Standards quale Vortice di Vita Contemporanea nei Colori europei più diretti e meno manieristici.

Il rapporto quasi fisico di Giraldi col pianoforte sembra essere un movimento involontario, un corso interiore che, così come intenso, sa variegare le proprie controversie e le proprie intemperanze in un pulsare segreto fatto di esclamazioni passionali che indagano la giusta dimensione dello swing e dei sinonimi cantautoriali post Rock dell’omaggio a Sting che, in definitiva, plausibile ci sembra (“La leggenda dell’ape”).

A partire dalla cortesia nei confronti del Songwriter britannico, si ha la sensazione che il resto accadrà da solo, nella penombra delle figure autobiografiche (“Ascolto di un Silenzio”, “Angoli di visuale”), nella veemente Misura delle sonorità attuali (“Natale”) e nelle variabili narrative di Fulvio Sigurtà (“Linea all’orizzonte”), che aprono e scuotono d’immediatezza un album privo di Costanti e animato da Luci fra Windham Hill ed ECM, puro nei cantabili, lirico e libero nei contenuti melodici, come nella suggestione crepuscolare della Conclusio de “I residui dell’anima”.

Quanto mai vicina all’Idea di Victor Hugo l’ispirazione del pianista: “ La musica esprime ciò che è impossibile da dire e su cui è impossibile tacere”.

Fabrizio Ciccarelli

Alberto Giraldi piano, compositions

Filiberto Palermini alto & soprano sax

Riccardo Gola double bass

Ettore Fioravanti drums

Special guest Fulvio Sigurtà trumpet

Artistic & executive production: Alberto Giraldi for AlfaMusic label&publishing

Production Supervision: Fabrizio Salvatore

1 Quando mi Racconti 5’49

2 La Leggenda dell’Ape (omaggio a Sting) 6’19

3 Ascolto di un Silenzio 9’06

4 Interno con Figure 6’11

5 Natale... (come quella volta) 7’14

6 Angoli di Visuale 9’34

7 Linea all’Orizzonte 7’04

8 Il Bisogno di Capire 6’48

9 I Residui dell’Anima 5’16

 

 

 

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