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Giulio Gentile. Insight. Auand 2021

Il trio, formazione prediletta da tanti jazzofili come il sottoscritto, trova nel disco di Giulio Gentile, musicista colto e spontaneo, quel non so che di emozionale, d’impalpabile, d’estro elegante e di pianismo fluido, variegato nello swing, attento alle armonie e alla compostezza del fraseggio, alle variazioni cromatiche, ad una sintassi di salda preparazione classica ed a una sicura conoscenza dei maestri del piano jazz contemporaneo.

La tecnica non basta mai a render un album accattivante, ad interessare sono le composizioni originali del Gentile, nomen omen, opportunamente calibrate dietro la leggerezza del contrabbasso e del basso di Pietro Pancella ed il drumming ordinato di Michele Santoleri, abile nel saggio sfiorare dei piatti e nel chiarore del rullante: bravi professionisti che danno impulso e certezze all’anima gentile (appunto) del Nostro che, non a caso, titola la propria performance Insight, chiara autobiografia del proprio charme jazzistico e del proprio vissuto artistico e, soprattutto, psicologico. Chi ascolta vorrà sapere oltre, come ogni jazzofilo, i brani di riferimento: scegliamo Throw the Stone, vagante d’atmosfera impressionistica, Hope, complesso notturno dalle tinte monkiane ed evansiane, L’Aventino, sciolto e disinibito riflessivo dal gusto hard bop, timbricamente omogeneo nella bellezza del suono e dell’invenzione.

Credo sia abbastanza per apprezzare l’arte di questo giovane protagonista delle Blue Notes contemporanee.   

Fabrizio Ciccarelli

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