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Contest Fondiamo il Talento – Una rassegna al servizio del musicista
di Fabrizio Ciccarelli e Andrea Valiante
Da oggi la cultura musicale italiana, con particolare riferimento a quella romana, scopre nuova linfa e rinnovate speranze per gli innumerevoli, bravi e competenti musicisti che troppo presto vedono in questo Paese minate le proprie prospettive di raggiungere un futuro artistico di spessore, a causa di una politica colpevolmente poco attenta agli eventi culturali.
Il futuro dei giovani artisti trova oggi, finalmente, uno spazio bianco ancora tutto da scrivere.
Un progetto davvero interessante e coinvolgente è nato nel cuore della capitale; un contest finalmente diverso, direttamente (e seriamente) al servizio dei giovani musicisti. Un contest che offre loro la possibilità di sperare in un concreto futuro professionistico, che non si limita più a rimanere e languire nel cassetto dei sogni di chi ama la musica e vorrebbe farne il centro della propria esistenza.
Fautori di questa importante novità sono, in egual misura, Tosky Records, Fonderia delle Arti e AllInfo.it, grazie ai quali sabato 3 e domenica 4 luglio, nell’accogliente scuola di musica della Fonderia della Arti, hanno dato vita alla prima edizione del contest “Fondiamo il Talento”, dedicato a tutti i giovani musicisti italiani, senza limiti di genere. Abbiamo partecipato all’evento perché ne eravamo al corrente da parecchio tempo, lo avevamo sponsorizzato tra i lettori, e sapevamo che si sarebbe trattato di cosa seria e non di una riunione maldestra per dar lustro chi l’aveva ideata.
Con coraggio e grande spirito di sacrificio (di tutte le parti in causa, artisti compresi), il contest ha preso piede a partire dall’ intento degli organizzatori: offrire a tutti gli iscritti, attraverso il bel palcoscenico della Fonderia delle Arti, la comunicazione di AllInfo.it e la vetrina discografica di cui dispone la Tosky Records, un’occasione importante per ottenere visibilità e la speranza di un futuro concreto attraverso gli importanti premi messi in palio per i vincitori .
Per il primo classificato un contratto discografico con produzione a cura della Tosky Records di 300 copie di un album di 2/4 brani ed un videoclip promo a cura del Centro di Formazione Cinematografico Nazionale della Fonderia ; per il secondo classificato un premio del valore commerciale di € 3.500 in strumenti musicali offerto da Aramini, sponsor ufficiale della manifestazione , mentre il terzo si vedrà riconosciuta l'opportunità di essere inserito all'interno di un mini tour di almeno due date nella città di Roma.
Il talento. Un elemento imprescindibile e così riccamente variegato, vivo e brillante nel nostro Bel Paese. Una caratteristica però fin troppo inibita dalle difficoltà dell’odierno panorama culturale, in modo spesso avvilente teso sempre più verso stereotipi d’immagine più che di sostanza e prodotti canonici di qualità z.
Molti nuovi artisti dotati di ottime capacità, giovani e non, hanno invece trovato in questo contest il trampolino ideale per mettersi in mostra, spronati e stimolati della fiducia riposta in loro dagli organizzatori della manifestazione.
Questi due intensi giorni di musica sono stati un esempio unico di divertimento e prospettiva. Due giorni pieni di coinvolgimento e passione, musica e arte, speranza e piacere, il piacere di suonare ed ascoltare la musica che sarà.
A dar ancor più significato a questa atmosfera, per fortuna distinta anche da sana e prosperosa goliardia, sono stati Andrea il Drago e Dj Matteo di RadioRock, presentatori intelligenti ed insostituibili per tutto l’arco del contest, che hanno saputo trasmettere agli artisti grande tranquillità ed il giusto stimolo. E, ve lo assicuriamo, tutti quanti ne hanno risentito in maniera coinvolta e positiva.
Ed eccoli i finalisti del contest (senza voler sminuire gli altri artisti, molti dei quali capaci di dar vita a musica qualitativamente davvero molto buona) a partire proprio dai vincitori della prima edizione di “Fondiamo il Talento”: la Bottega Glitzer, un ensemble notevole e trascinante, guidato dalla giovane compositrice e vocalist italo-svizzera Nadja “Glitzer” Maurizi: è il folk l’elemento chiave della poetica della band; un folk moderno ed elegante nelle forme di un jazz manouche e nonsolo, che risulta coinvolgente ed immediato grazie ad arrangiamenti precisi e diretti e alla voce solare, pastosa, equilibrata di Nadja. Avremo modo di parlarne ancora perché la Bottega ci sembra meritevole di una riflessione ben più ampia, sia dal lato compositivo che da quello esecutivo. Incideranno, e noi saremo lì ad ascoltare e a vedere la loro musica (perché è un sound che va “visto”).
Al secondo posto troviamo una band formidabile, formazione veramente inusuale e suggestiva. Sono le Bloomy Roots, nove ragazze appassionate dalla stessa musica e riunite da un solo comun denominatore: il reggae. Suoni vorticosi e travolgenti, arrangiamenti originali e culturalmente variegati e che varcano ampiamente i confini della Giamaica per i tanti riferimenti cromatici: energia e musicalità tutta al femminile per questo ensemble dalle grandi speranze, che può vantare già la partecipazione ad alcuni festivals di spessore come il Rototom Sunsplash (2006), nonché l’esperienza come gruppo spalla dei Black Uhuru (2009) e di una figura eminente del reggae internazionale quale Derrick Morgan.
Sul terzo gradino del podio troviamo un duo molto interessante e suggestivo, formato dalla vocalist (e attrice) Adele Tirante e dalla chitarrista Kristiana Giustini , le Scarpette Rosse. E’ la ricerca il punto focale del duo, che si concretizza sia nei testi molto particolari ed eccentrici, sia nelle costruzioni strutturali davvero originali. Nel complesso sono però il vocalismo e l’accesa presenza scenica di Adele Tirante a fare veramente la differenza: la sua è una voce flessuosa e squillante, espressiva e trascinante, che ci colpisce per la facilità di movimento da impressioni gravi ad impeccabili acuti.
Non sono da meno, rispetto ai tre vincitori del contest, gli altri finalisti: nell’ambito più strettamente blue spicca uno strumentista notevole, Marco Brezza, polifiatista (sax soprano e contralto, flauto traverso, bansuri, flauti barocchi) e compositore di sicuro spessore, artista sempre alla ricerca del sound più vicino alle sue eclettiche priorità stilistiche. Tra le sue collaborazioni, rimanendo in ambito strettamente jazzistico, si ricordano le esperienze con Eugenio Colombo (con cui ha imparato la respirazione circolare che applica su tutti gli strumenti che attualmente suona), Bruno Tommaso, Massimo Urbani, Enrico Rava, Gianluigi Trovesi, Tony Scott, Pino Minafra, James Kirk, Ettore Fioravanti, Antonello Salis.
Un’altra formazione neonata, e ancora di grande interesse, è quella del Sara Jane Ceccarelli Trio, dei fratelli eugubini (ma di sangue italo-canadese) Paolo e Sara. Una musica coinvolgente, colta, elegante, dai risvolti pop e jazz, swing e soul, che si configura come una delle idee più significative di questo contest. Nel loro bagaglio di esperienze i fratelli Ceccarelli vantano la presenza ad importanti rassegne come il Summer Jazz Festival per giovani talenti presso La Casa del Jazz di Roma nel 2008, il Trasimeno Blues 2010 ed il Bianco RossoBlues 2010, ove hanno aperto al vincitore di Sanremo Raphael Gualazzi.
Probabilmente la formazione più giovane, ma non per questo priva di esperienza, è quella dei Deatonica: cinque talentuosi ragazzi che hanno dato vita ad un progetto rock seducente. Nell’organico della band spiccano il “potente” vocalist Giuseppe “Geppo”Tofani ed il chitarrista Cristiano Carlino, probabilmente gli elementi che più di tutti sembrano avere acquisito uno stile esecutivo riconoscibile e personale. Bella voce, incisiva presenza scenica, senso dell’humour e cura dei testi. Se le cose andranno come pensiamo e speriamo, questi ragazzi, se avranno fiducia nei propri mezzi e giusta determinazione,li troveremo su qualche palco importante, e ci sentiamo di consigliare ai lettori di non mancare all’appuntamento perché di vigore, interplay e concretezza ne hanno da vendere. La band ha già all’attivo la vittoria di ben due festival: il Liri Festival 2011 e il Festival Music Up 2011.
Di molti di questi artisti (ma ci auguriamo tutti quanti) molto probabilmente ne sentiremo presto parlare, anche perché ognuno di loro ha presentato un progetto vero, non una pedissequa rilettura di covers né tanto meno un manierismo d’imitazione. E ci teniamo a sottolinearlo.
Intanto la Bottega Glitzer produrrà un EP con la Tosky Records, tra le case discografiche che con maggiore occhio e piglio hanno saputo porsi tra le etichette più attente ai giovani artisti emergenti, e di qualità.
Da oggi, grazie a Tosky Records, Fonderia delle Arti ed Allinfo.it, tutto questo non è destinato a restare nel silenzio opaco delle “speranze” . E in tal senso una mano RomaInJazz la darà senz’altro, con gran convinzione.