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Recensioni
Massimo Pirone
“Directly From The Heart” (Indi - Helikonia, 2010)
di Monica Leggio
Massimo Pirone, trombone basso, trombone, tuba Riccardo Fassi, pianoforte, tastiere Stefano Nencha, chitarra elettrica Francesco Puglisi, contrabbasso Marco Valeri, batteria Claudio Corvini, tromba Daniele Tittarelli, sax alto Sandro Satta, sax alto Eugenio Colombo, sax alto
Tracklist: Shuffle Bone; Frank’s Dilemma; Roswell’s Tune; Dory; Confusion; Funny Uncle; Time Is The Difference; B. Groove; Looking For A Job; To George And Bill; Ninna Nanna; Nancy; Where Or When; Dad
Vero e proprio virtuoso degli ottoni, Massimo Pirone ha alle spalle una ricca e ormai consolidata carriera di progetti e collaborazioni, che spaziano dalla partecipazione a numerosissime colonne sonore cinematografiche firmate da autori del calibro di Ennio Morricone, Luis Bacalov e Nicola Piovani, al sodalizio ormai decennale con Gigi Proietti in ambito teatrale, con incursioni nel mondo del cantautorato che lo hanno visto prestare il suo elegantissimo suono ad artisti quali Renato Zero, Ornella Vanoni, Umberto Bindi, Giorgio Gaber.
“Directly From The Heart”, il suo primo lavoro da leader, costituisce al tempo stesso un punto di approdo e di partenza lungo una interessante e originale linea di ricerca personale, tesa all’esplorazione di una rosa di sfumature e sonorità che vanno dallo swing all’hard-bop al funk. Ad affiancarlo in questo esperimento del tutto particolare, una formazione di prim’ordine dalla struttura compatta e in perfetta sintonia con il mood scelto da Pirone per il disco.
Fondamentale, in questo senso, l’apporto di Riccardo Fassi, uno dei più interessanti ed affermati pianisti jazz in Italia, noto soprattutto per il lavoro che da anni porta avanti alle tastiere elettroniche, dove esprime un’attitudine creativa e coloristica inusuale per il mondo del jazz. Se a ciò si unisce un percorso creativo punteggiato da alcuni incontri fondamentali con grandi maestri del jazz e della musica improvvisata, si ha un quadro degli interessi e degli stimoli che gli hanno consentito di sviluppare una visione poetica molto originale, perfettamente in linea con quanto auspicato da Pirone per il suo progetto. Un feeling che trova la sua espressione e dichiarazione programmatica fin dalle prime note di Shuffle Bone, il brano di apertura scritto dallo stesso Fassi, in cui l’intervento alle tastiere conferisce al pezzo il colore che sarà poi la costante di tutto il lavoro.
Completano la formazione l’eccellente swing del chitarrista Stefano Nencha e una solida sezione ritmica, che vede Francesco Puglisi al contrabbasso e Marco Valeri alla batteria. Ad impreziosire il movimento del disco, i contributi di un ospite illustre quale il trombonista bop Bill Watrous - che fa la sua comparsa nei brani Nancy e Where or When - e brevi cadenze della tromba di Claudio Corvini e del sax alto di Daniele Tittarelli, Sandro Satta ed Eugenio Colombo.
La serie di quattordici tracce in cui è strutturato il lavoro si apre con le sonorità soul-jazz di Shuffle Bone e Frank’s Dilemma, scritte rispettivamente da Fassi e dallo stesso Pirone, autore della maggior parte dei brani. Roswell’s Tune, l’originale omaggio al maestro dell’avanguardia Roswell Rudd, fa da ponte nel passaggio alle atmosfere morbide di Dory, in cui lo strumento di Pirone è protagonista assoluto. Decisamente originale il contributo della sezione ritmica in Confusion e della chitarra di Nencha nelle successive Funny Uncle e Time Is The Difference, brano quest’ultimo composto dallo stesso Nencha. Seguono le sonorità quasi acide del funk di B. Groove (altro pezzo di Fassi), le acrobatiche alternanze di tromba, trombone e tastiere di Looking For A Job e il commovente canto del basso tuba di Ninna Nanna. Chiudono il disco i due standards Nancy e Where or When, riarrangiati da Pirone ed eseguiti con Bill Watrous.
Una sintesi piacevole ed elegante nella quale convivono swing, hard-bop, echi e sonorità degli anni '60 e '70 e acidificazioni funk. Protagonista indiscusso il trombone, attorno al quale ruotano con coerenza e coesione gli apporti che contribuiscono a fare del disco un unicum nel suo genere.
Monica Leggio
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