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Recensioni
Havona
“Havona” (Rara Records 2010)
di Andrea Valiante
1. Boogie Mouse; 2. Dr.Jeckyll & Mrs. Hyde; 3. Mille miglia ancora; 4. Astor; 5. P.S. Factor; 6. Nessuna Pietà
Paolo Sorci - chitarra elettrica Eduardo Javier Maffei – sassofoni Filippo Macchiarelli – basso Luca Luzi - batteria
Ospite: Gianni Giudici - Hammond e tastiere
In Nessuna Pietà: Giacomo Pietrucci, sassofoni; Luca Cerigioni, tastiere; Samuele Garofoli, tromba.
Ci sono momenti in cui ci rendiamo conto (specialmente nella nostra professione, dove si è a contatto con una notevole quantità di uscite discografiche) quanto produrre un lavoro musicalmente originale, soprattutto nel caso delle correnti riguardanti l’album di cui andremo a parlare, sia compito sempre più arduo e complicato, oggi più che mai.
Nell’ascoltare la registrazione degli Havona siamo rimasti colpiti dall’equilibrio, la lucidità e dalla portata davvero sconfinata di costruzioni armoniche e melodiche seducenti che le nuove generazioni di jazzisti sanno ancora cogliere. L’opera prima della band marchigiana esprime disegni e punteggiature pentagrammati con la cura del dettaglio e della vis espressiva che solo le produzioni di grande livello possono esprimere.
Quanto più vicini ai brillanti e visionari impasti sonori scritti per la storia dai Weather Report (il titolo della registrazione, celebre brano composto dalla band di Zawinul e Pastorious, ne è un esplicativo riferimento), con questo album d’esordio la band si presenta al pubblico come un ensemble maturo, completo, cosciente delle proprie possibilità stilistiche. Questi elementi si concretizzano non solo tramite l’implementazione di un groove suadente e tornito, espressione di un melange funky-fusion filologicamente classico definito da sonorità molto moderne, ma anche e soprattutto per un tasso tecnico generale che ci fa pensare a musicisti già veterani dello strumento e dei canoni del jazz freddo.
In realtà la band si compone interamente di giovani, se non giovanissimi, strumentisti e compositori, con età singole che non superano i 27 anni: Eduardo Javier Maffei, sassofonista dotato di un timbro suadente che esprime i colori più accesi di ogni composizione, del chitarrista Paolo Sorci, del batterista Luca Luzi e del bassista Filippo Macchiarelli.
Notevole di quest’ultimo in particolare l’originalità e la risolutezza ritmico-melodica che riesce ad imprimere nel suo modus esecutivo: nel brano Dr. Jeckyll & Mrs.Hyde si enfatizza con evidenzia la capacità stilistica del giovane bassista, eclettico, preciso e allo stesso tempo rapidissimo nei movimenti cromatici terzinati, educato e milleriano nell’uso sporadico dello slap e delle cosìddette ghost notes, rese incalzanti ed aderenti al groove del brano da un’innata capacità intuitiva.
Tra gli ospiti della registrazione spicca la guest star Gianni Giugici all’Hammond e alle tastiere, esperto ed inconfondibile esecutore con il quale contributo le composizioni raggiungono quel colore caldo, procace e avvolgente con cui sostenere al meglio i background sonori, elementi imprescindibili in un contesto musicale vibrante come quello proposto.
Nel complesso l’album esprime un sound travolgente, opulento, creante, messo in atto sì attraverso tecnicismi profusi e di alto livello stilistico, ma che non risultano mai invadenti o eccessivi, ma sfumati con evanescenza nelle linee tematiche e concatenati in melodie edonistiche che arrivano dritte ai centri nervosi passando per tutti i punti sensibili del nostro piacere musicale.
L’album omonimo degli Havona è un’opera che appare completa e matura già alla prima uscita discografica, sia dal punto di vista melodico-strumentale, interessante connubio tra moderno e passato, che da quello estetico, grazie ad un booklet elegante ed efficacemente psichedelico. Una gradita novità nel campo del funky-fusion che ama essere contaminato dal jazz blue, interpretato ed osservato dai giovani occhi di questi strumentisti di sicura qualità.
Andrea Valiante
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