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Recensioni
Al Di Meola "World Sinfonia"Al Di Meola

“World Sinfonia - Live From Seattle and Elsewhere”
(Valiana Music 2009)

di Andrea Valiante

Al Di Meola (Guitar);
Gumbi Ortiz (Percussion);
Peter Kaszas (Drums);
Peo Alfonsi (Guitar);
Victor Miranda (Bass);
Fausto Beccalossi (Accordion).

Misterio (San Francisco); Siberiana (Seattle); Paramour`s Lullaby (Seattle); Gumbiero (Seattle); Fireflies (Seattle); Umbras (San Francisco); No Potho Reposare (Istanbul)

Nella musica contemporanea esistono degli elementi distintivi, modelli universali sia per il recensore che per l’ascoltatore, che sono in grado di determinare l’importanza di uno strumentista e la sua possibilità ad entrare nella storia della musica di ogni tempo. Tra le caratteristiche di riferimento più significative per la disamina di un artista vi sono senz’altro la capacità di produrre musica sempre nuova e di non smentire mai le peculiarità del proprio stile a favore di un’originalità sempre fervida e folgorante.

Per semplicità ne ricordiamo alcuni, vicini come rilevanza nell’uso dello strumento all’artista di cui parleremo: Pat Metheny, Frank Zappa, John McLaughlin, Paco De Lucia o, più in là nel tempo, Wes Montgomery, Charlie Christian, Django Reinhardt, e così via.

Tra questi vi è un nome talmente altisonante da rappresentare già di per sé una parte della storia della chitarra jazz, che resterà per sempre scritta tra le pagine più belle della musica contemporanea. Si tratta di Al Laurence Dimeola, al secolo Al Di Meola, chitarrista classico tra i più influenti e decisivi per le evoluzioni stilistiche dei successori esecutori della jazz-fusion guitar.

Con la sua poetica profonda ed inconfondibile ha saputo rispecchiare egregiamente le caratteristiche sopra descritte in ogni suo nuovo progetto, in ogni componimento o rilettura, trasmessa negli anni in ogni produzione discografica. Con grande soddisfazione dei fans e degli amanti della musica di qualità.

Sono diverse le motivazioni che portano a queste considerazioni: in primis convince la scelta di chiamare a sé strumentisti (di livello) che sappiano concedersi alle idee del band leader italo-americano, dando loro la libertà di apportare una buona presenza della propria coscienza musicale e del proprio bagaglio culturale nella costruzione delle scelte ritmiche ed armoniche, risultando elemento certamente portante ed imprescindibile nella definizione di sentimenti e sensazioni sempre nuovi, piacevoli, stimolanti.

In secondo luogo convince il tentativo di esemplare modelli descrittivi ed espositivi levigati e stranianti, lavorando sul sound a tutto tondo e sfruttando caratteristiche estetiche ed esecutive di gusto classico tramite espressioni compositive che lasciano trasparire diverse spinte verso l’innovazione.

A ragion veduta, ci sentiamo di inserire tra queste produzioni i recenti live di Al Di Meola, registrati in giro per il mondo e racchiusi in una serie di produzioni dall’esplicativo titolo “World Sinfonia”.

In quest’occasione parliamo di un album registrato dal vivo nel 2009  tra Seattle, Istanbul e San Francisco, eseguito con una formazione di importante spessore ove spiccano due interessantissimi strumentisti italiani. La band è composta da Gumbi Ortiz alle percussioni, Peter Kaszas alla batteria, Victor Miranda al basso, Fausto Beccalossi all’accordion e Peo Alfonsi alla chitarra, autentico alterego di DI Meola e spalla dalla significativa sicurezza stilistica.

Il tentativo di queste registrazioni è proprio quello di “fotografare un momento”, di regalare al pubblico le sensazioni estetiche interiori che solo il live, con i suoi suoni puri, diretti, “veri”, è capace di esprimere. Come spiega lo stesso Di Meola nelle note di copertina:
My intention is to release a series of live board mixes of my shows. The intention is obvious, which is to give our audiences a memento and a glimpse of what we’re doing live without any edits and with all imperfections and mixed inequalities.

Ovvero:
La mia intenzione è di rilasciare una serie di live di bordo dei miei spettacoli dal vivo. L'intenzione è evidente, che è quella di dare ai nostri spettatori un ricordo e un assaggio di quello che stiamo facendo vivere senza tutte le modifiche e con tutte le imperfezioni e le disuguaglianze del missaggio”.

Dal punto di vista compositivo si erge con evidenza, in ogni traccia, l’influenza del raffinato spleen che fa capo al jazz-tango, con una non velata ispirazione di stampo piazzollano.

Le costruzioni melodiche di brani come “Misterio”, Paramour’s Lullaby” e “Fireflies” risultano pregne di atmosfere ariose e sognanti, disegni dai lineamenti magnetici e suadenti, colorati di cromatismi profusi di un intenso brunire.

La profondità delle linee tematiche e l’armonia così ben equilibrata e definita in tutte le sue forme, nel tango e nel flamenco, esprimono nelle blue notes tutta la propulsione creativa dell’interplay.

Da qui risulta evidente la bravura ed il considerevole apporto di strumentisti come Fausto Beccalossi, eccellente nel riprodurre le crome calanti con l’accordion sfumando le composizioni di un’essenza rutilante, e Peo Alfonsi, indefesso costruttore di percorsi musicali di rara bellezza estetica oltre che di armonie esemplari per il lavoro di side man fianco a fianco con la focosa chitarra di Di Meola.

Il risultato finale è una registrazione di altissimo livello artistico, compresa di tutti gli elementi che fanno di un’opera un lavoro di grande spessore musicale: vigore e coinvolgimento esecutivo, calore e vis espressiva trascinante, tecnica strumentale di sopraffina maestria. In poche parole: Al Di Meola.

Andrea Valiante

 

Commenti (2)
  • Andrea  - info
    bella descrizione dell'album. posso domandarti di chiarire cosa intendi per crome calanti? Grazie Andrea
  • Andrea Valiante
    Gentilissimo, innanzitutto La ringrazio per gli apprezzamenti. Per "crome calanti" volevo intendere le note diminuite (in questo caso delle crome), note che conferiscono un'atmosfera "enigmatica", una "profondità", all'armonia. Mi riferivo in particolare all'eccellente esecuzione di Fausto Beccalossi, in cui si evincono queste "atmosfere" create dalle, appunto, crome calanti. Spero di essere stato esaustivo. Per qualsiasi altro dubbio, resto a disposizione per eventuali chiarimenti. Grazie ancora. Un cordiale saluto. Andrea Valiante
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