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Ettore Fioravanti

Traditori

AlfaMusic, 2014

Più che di “tradimento”, l’idea di realizzare un album versatile per scorie industriali e storicismi non filologici permetterebbe di parlare di eventi naturali nella mente d’un jazzista come Ettore Fioravanti per il quale, per essenza artistica, l’ascoltare e il convertire, l’udire e il mutare, non conducono mai a lontananze o sentimenti assoluti, semmai all’esposizione del proprio rapporto col mondo naturale e culturale.

 

In ogni caso, i “Traditori” procedono senza moduli predefiniti verso riflessioni sempre più complesse nel corso della performance, dando vita ad una poetica in lattento ed ingegnoso  divenire, fedele a se stessa negli assunti di base (le Blue Notes) e nelle evoluzioni libertine (Progressive, Musica Antiqua, Pop, Latin, Elettronica).  

Percepiamo un’interessante ricchezza di risorse estetiche e di implicazioni sintattiche ripensate come tessuto variabile che ampli le strutture creative degli anni 70 nel Fantasy di “Camelot”, nell’ improvvisazione introspettiva del sax di Marcello Allulli in “Crisalide”, nell’anatomia onirica della chitarra di Marco Bonini nella rock-ballad “Wake Up”, nei canoni incendiari dell’antiretorica esistenzialista di “Bemsha Swing” di Thelonious Monk, Genio Spiritato dell’Hard Bop,  nei respiri mistici e acidi e spigolosi che dalla Popular Song dei Beatles “I Want You” traggono gli auspici per un’allegoria lisergica che, pur di quegli anni, ben poco è stata vissuta nel Sound dei Fab Four quanto piuttosto nell’ingegno Pop di Andy Warhol per il “Velvet Underground” di Lou Reed in “Perfect Day”, magnificamente solfeggiato nelle incantevoli trame liriche e ritmiche della bruna e sincretica armonia ECM.

I cinque Apostati vogliono suonare secondo i propri riferimenti in piena libertà, com’è sempre giusto, ed incrociano le attinenze in un contesto che le supera in allusioni stilistiche originali e surreali, le cui implicazioni solistiche proiettano i disegni in un itinerario distonico ed avvolgente, al di sopra ed al di là di una semplice Musica Moderna.     

Fabrizio Ciccarelli

Ettore Fioravanti – drums

Marcello Allulli – tenor sax

Marco Bonini – guitar

Francesco Ponticelli – double bass & acoustic bass

Enrico Zanisi – piano, Hammond Organ

1 Camelot (E. Fioravanti) 4.52

2 Walk by heart (F. Ponticelli) 7.11

3 Bemsha swing (T. Monk) 3.18

4 Polka loca – Intermezzo loco (E. Fioravanti) 3.24

5 L’onda (M. Allulli) 7.03

6 Perfect day (L. Reed) 6.51

7 Crisalide (E. Fioravanti) 5.59

8 I want you (J. Lennon – P. McCartney) 4.55

9 Wake up (F. Ponticelli) 4.41

10 Apocalypso (M. Bonini) 2.40

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