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Recensioni
Andrea Braido Jazz Organ Trio
“Andrea Braido Jazz Organ Trio” (Videoradio / Rai Trade 2011)
di Fabrizio Ciccarelli
http://www.videoradio.org/indexie.htm
1.Running; 2. Night Train; 3. Silver Moon; 4. Gravity; 5. Mick Moments ; 6. Gilles Villenueve ; 7. Cat Steps; 8. Lonnie's Lament; 9. Fried Pies; 10.Relax in Manduria
Andrea Braido: chitarra ; Vito Di Modugno: Hammond organ ; Alex Napolitano: batteria
Poco probabile rimanere insensibili di fronte alle luminose atmosfere di questo album, armonicamente screziato da un portamento che dona all’ascolto un semplice e brillante portamento cromatico che va molto al di là di un breve apparire e scomparire in una sonorità spaziosa fra jazz e blues, tra Wes Montgomery, Derek Bailey, il primo Benson, Kenny Burrell, Jim Hall, Barney Kessel e John Scofield.
Senza mancare di personalità e tecnica eccellente, Braido propone sia frasi veloci che passaggi in ottave complessi e raffinati, assecondando una sensibilità fortemente postromantica ondeggiata nell’uso di linee di grande incisività e cantabili molto espressivi.
Lo stile del chitarrista è denso di charme, soffuso in suggestioni jazzistiche senza mai cadere nello sterile narcisismo o in qualunque sofisticato solismo. Il sound è ricercato, libero, filtrato attraverso l’irruente misura di un’intensità quasi ustionante, perentoria e scomposta nei disegni solistici vintage di Gravity, nelle escursioni acid di Gilles Villenueve, nella tensione funambolica di Cat Steps, nella meditazione preziosa e vibrante del John Coltrane di Lonnie’s Lament, nella trasparenza drammatica di Fried Pies di Wes Montgomery.
L’album appare al di fuori di ogni inflessione commerciale, lontanissimo da ogni ostentazione “virtuosa”: Braido dà vita ad un groove eccellente sorretto da una tensione improvvisativa fondata su un interplay cristallino con il prezioso Hammond di Vito Di Modugno, elegante performer di squisita versatilità, e con il drumming raffinato di Alex Napolitano.
La profondità della cultura musicale di Braido ancora una volta, per chi lo conosce, pone un punto fermo nell’ambito della chitarra italiana.
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