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Recensioni
Antonio Jasevoli, Marcello Allulli, Michele Rabbia
“RAJ Trio” (Parco della Musica Records - distr. Egea, 2010)
di Andrea Valiante
1. Intro Gio’s Walk - 1:47; 2. Gio’s Walk - 5:05; 3. Clap (Rabbia) - 1:40; 4. Maramau (Jasevoli) - 5:05; 5. Intro Raj - 0:31; 6. Raj - 6:16; 7. Zoo Blast - 3:26; 8. Katowitz - 0:51; 9. Banchetto di Nozze (Allulli) - 4:51; 10. Mosquito’s Kiss (Jasevoli) - 4:10; 11. Fan - 3:54; 12. Far (Jasevoli) - 3:47
Antonio Jasevoli (chitarre, elettronica), Marcello Allulli (sax tenore), Michele Rabbia (batteria, percussioni, laptop)
Tre musicisti versatili e duttili, uniti nella stessa misura dalla ricerca della poliedricità incondizionata, Rabbia, Allulli e Jasevoli sono tre autentici sperimentatori del sound in ogni sua forma: decidono di dar vita ad un album formalmente astratto, disegnato a partire non dalla mente ma da un mood viscerale e lirico.
E’un lavoro basato su sensazioni pure ed incontaminate che vengono approfondite dal trio seguendo un procedimento empatico derivante da un solidissimo interplay. Emergono singolarmente le intense ed essenziali impressioni di Allulli (brillante nel vorticoso dipinto di “Raj”), le percussioni minimali di Rabbia, i suoni caustici di Jasevoli (“Fan”) ed il suo evoluto eclettismo strumentale con chitarra acustica, elettrica e classica. Movimenti spesso circolari (“Raj”, “Gio’s Walk”) scandiscono le costruzioni sonore con armonie talvolta sognanti, tenui nelle morbide sonorità di quieto e languido vivere l’esperienza musicale, talvolta psichedeliche ed astratte, quasi impalpabili, costruite seguendo un concetto di fare musica libero e coinvolto.
L’idea di base da cui nasce questo progetto sembra proprio il concedersi alla tentazione di esprimere un suono assoluto, sensazioni che coinvolgano un ascolto rapito attraverso impressioni essenziali, rarefatte, spesso evanescenti, che pervadono l’ascoltatore con effusioni di note giuste, mirate, che raggiungono significati emotivi specifici e distensivi.
Nelle linee cromatiche di base emergono colori spesso cupi, scuri, fumosi, che ci riportano con le immagini negli angoli underground metropolitani, della new town, della vita moderna e dei suoi ritmi frenetici, esemplificata in “Gio’s Walk” con spazzole circolari ed accordi sghembi e distorti di chitarra.
Naturalmente il trio vuole di più di questo, cerca altro dalla sua concezione: con l’utilizzo di suoni elettrici, rumori di disturbo, voci esterne e confuse, si vuole incutere a questo lavoro un’impronta ambient apertamente volta al mistero dell’interiorità emotiva più recondita e sconosciuta.
“Banchetto di Nozze” esprime egregiamente queste qualità malinconiche, inconsce, determinanti delle emozioni più intime. Grande forza hanno le arcate curate da Jasevoli con chorus e tremolo sulle curvature espresse dalla batteria di Michele Rabbia, un tappeto ritmico perfetto per l’ondeggiare sicuro ed estatico di Marcello Allulli.
“Mosquito’s Kiss” è un vorticoso motivo di Jasevoli che si sviluppa tra movimenti rapidi ed improvvisi che ci riportano a “Il Volo del Calabrone” di Nikolaj Rimskij-Korsakov; loop circolari, sequenze acide e pause intervallate da salti improvvisi, ben rappresentando l’immagine del volo di una mosca quando si sposta da una superficie all’altra, lasciando sprazzi di vita e di silenzio nell’aria.
Chiude la registrazione un brano pensoso, concreto e sognante allo stesso tempo, costruito in solo dalla chitarra classica di Jasevoli. Un’armonia onirica, profondamente sentimentale e poco velatamente romantica, ricoperta solo dei lucidi background sonori eseguiti dalle percussioni di Rabbia. Il titolo della track è “Far”. Ovvero “Lontano”. Lì dove vuole arrivare la musica di questo trio così ben lungi dagli schemi prefissati, da qualsiasi limitazione delle regole musicali, con l’obiettivo di creare qualcosa di assolutamente puro, lineare ed innovativo.
Andrea Valiante
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