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Recensioni
IdraMimmo Locasciulli

“Idra”
(Parco della Musica records, 2009)

di Stefano Cazzato

Featuring Joey Baron, Marc Ribot, Stefano Di Battista, Gabriele Mirabassi Produced by Greg Cohen, Mimmo e Matteo Locasciulli

1.Scuro, 2.Idra, 3.Senza un addio, 4.La disciplina dell’amore, 5.Passato presente, 6.Benvenuta, 7.Giorno di noia, 8.L’attesa, 9.Lucy, 10. Il bambino e il destino (bonus track) Scuro (Marc’n’Roll).

C’è ancora la vecchia anima cantautoriale, l’anima che nel 1982 si misurava con il bilancio generazionale degli uomini intorno ai trent’anni, nell’ultimo lavoro di Mimmo Loscasciulli, un artista che conosce alla perfezione i segreti della canzone popolare impegnata, tra cui la cura formale dei testi (pensieri strutturati in poesia e non parole in libertà come sempre più spesso ci tocca sentire), la capacità di far riflettere raccontando storie ed emozioni autentiche, e soprattutto la sensibilità umana e sociale, quello sguardo attento sul mondo e sulle sue sofferenze che ha segnato, con Locasciulli e altri, la straordinaria stagione del Folk studio.

Ma è quella una stagione oggettivamente lontana da quest’epoca frivola e superficiale,  apatica e qualunquista, per cui è molto coraggioso che il cantautore romano racconti  di uomini che partono “e non sanno se arrivano” (Idra), del sogno di svegliarsi “in qualche posto migliore” (Giorno di noia), di “un tempo sporcato dal dolore” (Benvenuta),  di “qualcuno che scende da un treno, e si guarda intorno stupito, e appoggia la borsa per terra, cercando uno sguardo o un saluto” (Passato presente).

Non c’è dubbio che  l’idra, incarnazione  mitologica dell’egoismo e dell’avidità dei tempi passati e di quelli recenti, sia l’obiettivo polemico di questo disco che ripone la speranza del cambiamento nell’amore e, più in generale, in una palingenesi del cuore, che apra gli uomini a sentimenti come l’accoglienza, la generosità, l’attenzione agli altri.  Temi chiaramente politici (dal momento che anche l’amore è politico, quando è cantato con profondità di sfumature e di significati ) che Locasciulli affida a una musica più complessa e contaminata rispetto alla classica ballata cantautoriale.

Registrato tra Roma a New York,  con un gruppo di musicisti perfettamente sintonizzati con il linguaggio poetico di Locasciulli ( tra cui il fido Greg Cohen),  Idra alterna il blues, il jazz e il latin jazz, le atmosfere rarefatte e intimiste più vicine all’Europa, con un’attenzione ai  toni bassi e sussurrati che sanno andare dritti all’interiorità di chi è ancora capace di ascoltare e di meditare, nonostante il frastuono che lo circonda.

di Stefano Cazzato

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