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Recensioni
Rosario Bonaccorso quartet
“Travel Notes” (Parco della musica records – distr. Egea - 2008)
di Stefano Cazzato
Rosario Bonaccorso double bass, Andy Gravish trumpet e flughelhorn, Andrea Pozza piano, Nicola Angelucci drums
1.Dettam, Terra e nuvole; 2.R.B, 3. Crazy Day. But the blues will save us, 4. Renate, 5. Searching for a place, 6. Song for Flavia, 7. E la primavera verrà marciando, 8.Lulù e la luna, 9. Meglio a lungo che mai, 10. Naco, ballata per un angelo, 11.Epilogue.
In arte la metafora del viaggio funziona sempre e funziona in modo particolare nella musica che ha una capacità davvero unica di trasportarci in un “altrove” spirituale. Se poi a immaginare e realizzare un viaggio tra i suoni, i sentimenti e i ricordi è un musicista di valore e fortemente rappresentativo del jazz moderno, allora possiamo stare certi che ci porterà attraverso luoghi autentici dell’anima. Sono i luoghi della memoria musicale e della memoria individuale quelli in cui ci porta il contrabbassista Rosario Bonaccorso.
Si parte con una specie di mantra naturalistico ( Dettam, Terra e Nuvole) tenuto su da una sezione ritmica implacabile e addolcito dal calore del piano e della tromba, e si percorrono stazioni diverse, le stazioni di una musica che spazia elegantemente nel vasto repertorio jazzistico (e non solo) regalando all’ascoltatore momenti coinvolgenti, ora più energetici e vitalistici, ora più malinconici e riflessivi.
Tre brevi brani (R.B., Lulù e la luna, Epilogue) sono suonati in solo da Bonaccorso, che si ritaglia anche altri momenti “privati”, e il tutto rappresenta una sintesi del suo modo melodico di accostarsi allo strumento.
Ma il disco è molto corale e affiatato e, oltre agli assolo, si possono apprezzare le accelerazioni, i frequenti cambi di ritmo, le improvvisazioni radicali, gli inserti divertenti, ma anche le molteplici linee melodiche rassicuranti che rimandano ad atmosfere musicali conosciute e amate, a conferma delle potenzialità di una formazione (Gravish, Pozza, Angelucci) che suona con eccellente tecnica e originalità.
Negli undici brani di questo lavoro c’è poi l’esperienza - di leader e di sideman - di Bonaccorso, la sua conoscenza profonda della musica, la sua attenzione per la tradizione filtrata però da un gusto personale e intimo (Naco, ballata per un angelo è dedicata alla memoria del fratello percussionista Giuseppe).
di Stefano Cazzato
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