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Recensioni
Salvatore Casaluce e Salento Cinema Ensemble
“Grigioverde” (RaiTrade, Videoradio)
di Stefano Cazzato
1.Il nero futuro di Orfeo(S.Casaluce-from “Black Orpheus” by L.Bonfà)violin Francesco Del Prete; 2.Policarpo (S.Casaluce); 3.Il buono, il brutto e il cattivo-Estasi dell’oro (E.Morricone-arranged by S.Casaluce); 4.Sospetto ensemble (S.Casaluce-I.D’Abrosca-D.D’Abrosca); 5.Grigioverde part one (S.Casaluce) violin Pierluigi Pietroniro; 6.Grigioverde part two (S.Casaluce); 7.Suite Piovani-Fellini “Ginger e Fred”, “La voce della luna” (N.Piovani-arranged by S.Casaluce) voice Sandra Caiulo; 8.Ottobre 2010 (S.Casaluce); 9.Taxi driver (B.Herrmann-arranged by S.Casaluce); 10.X years Rome suite (S.Casaluce); 11.Amarcord (N.Rota); 12.Metti una sera a cena (E.Morricone)
Sulla copertina di Grigioverde c’è una ferrovia, forse salentina, o che allude comunque a questa terra, visto che il gruppo si chiama “Salento Cinema Ensemble”. Le conosciamo bene quelle ferrovie e ciò che stanno a significare, perché i viaggi che si fanno su quelle rotaie non si dimenticano, sono sempre stati, e sempre saranno, viaggi nell’anima e nelle emozioni forti e sanguigne come la nostalgia, la separazione e la speranza.
Un viaggio di questo tipo è quello che il chitarrista Salvatore Casaluce ci aiuta a compiere attraverso il suo disco visionario. Non poteva essere altrimenti, visti che i brani scelti a rappresentarlo sono tratti dal grande repertorio cinematografico. E che brani poi! Classici, superbi, struggenti. Orfeo nero, Il buono, il brutto e cattivo, Ginger e Fred, La voce della luna, Taxi driver, Amarcord, Metti una sera a cena, più altri brani dello stesso chitarrista: visionari, itineranti e cinematografici anche quelli.
Si dirà che l’idea di recuperare le colonne sonore non è nuova; se poi ci si misura con le colonne sonore firmate da Morricone, Rota, Herrmann, Piovani, Bonfà, l’idea è anche rischiosa, oltre che coraggiosa; ma quello che conta è saper aggiungere all’idea l’elemento personale, e in questo caso si può dare atto a Casaluce di costruire, attraverso la visione del cinema, la sua visione della musica che è dunque profondamente innervata dal potere evocativo delle immagini.
Questo in fondo deve fare un giovane musicista: mettere un tocco suo in quello che già c’è. E il tocco sta nel fatto che Casaluce non si limita a riprodurre quelle colonne sonore, ma le reinventa, le rende attuali, con arrangiamenti (valga per tutti quello di Taxi driver, di grande impatto e originalità) che sanno far tesoro di tutti i generi contemporanei, cosicché il viaggio è anche un viaggio nella musica. Fra l’altro il chitarrista ha iniziato giovanissimo il suo viaggio nella musica, e lo ha fatto in modo non convenzionale, con gli “Officina Zoè”, un gruppo di musica popolare salentina, che ha realizzato le colonne sonore dei film di Edoardo Winspeare Sangue vivo e Il miracolo.
Insomma, il cinema, come la musica, come il Salento, con le sue ferrovie reali e immaginarie, che segnano partenze e ritorni, che scandiscono passioni e sentimenti veri, Casaluce ce l’ha nel sangue. Salento ma anche talento come ci ricorda Ennio Morricone nel risvolto di copertina: “Ho ascoltato molto interessato il CD (e la chitarra elettrica) di Salvatore Casaluce e mi è sembrato un prodotto musicale che dimostra il talento del suo esecutore. Oltre che all’attento uso degli artifici elettronici dello strumento. La sua esecuzione dimostra l’aderenza alle tecniche chitarristiche contemporanee, (nessuna esclusa). L’ascoltatore avrà modo di apprezzarlo come io l’ho apprezzato”.
Stefano Cazzato
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