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Recensioni
Giovanni Tommaso
“Basso profilo” (Cam jazz 2011)
di Fabrizio Ciccarelli
Giovanni Tommaso – contrabbasso Gabriele Mirabassi – clarinetto Simone Zanchini – fisarmonica
1 Artigiani; 2 Mi-ama-zurka; 3 Buster Keaton Never Smiles; 4 Brahmosia; 5 A Vanspettacolo; 6 Passata E' La Tempesta...; 7 Palloncini; 8 Blues For Tony Scott; 9 Sostenuto
Quando gli istanti del sogno hanno la ventura d’incontrare le incertezze della memoria, quando il “profilo” umano di un artista si accorda al suono del passato e alla certezza del futuro, allora è possibile che s’incontrino le irregolari “rette parallele” (orrido matematico ma fulcro filosofico dell’esistenzialismo più luminoso) nel bien faire et laissez dire musicale.
Potremo essere compresi : vogliamo usare poche parole per un album che di “parole” ne ha molte, molte voci, molte mete da inseguire. E, senza narcisismi, le atmosfere variano dalla gioia alla malinconia, dal divertissement all’introspezione, dallo stupore assorto d’un bandoneon finito in terra in un viale notturno porteño tra Brahms e Piazzolla (Brahmosia) alla silenziosa e distratta armonia d’un infanzia ritrovata in volti felliniani (Avanspettacolo), all’elegia colta nel sorriso flebile dell’attore per cui Tommaso scrisse per i minifilm della Rai, decenni fa, note bellissime (Buster Keaton never smiles), al rinnovo sereno di antiarchetipi leopardiani sul senso dell’Infinito (Passata è la tempesta), al ricordo commosso ed affettuoso d’un amico straordinario e “maledetto”(Blues for Tony Scott).
Certo, qualcosa sfugge, qualcosa manca, qualcosa fila via dai luoghi musicali scelti “senza vincoli o condizionamenti stilistici” (come Tommaso avverte nelle note). Ma questo è il fascino della musica, per un solo, bellissimo, contrasto.
A dire come Schopenhauer :“la vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro: leggerli in ordine è vivere; sfogliarli a caso è sognare”.
Sognarli, dunque suonarli.
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