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Recensioni
The Enchanted GardenClaudio Filippini Trio

“The Enchanted Garden”
(Cam Jazz, 2011)

di Monica Leggio
Claudio Filippini,
piano & keyboards
Luca Bulgarelli,
bass
Marcello Di Leonardo, drums

Tracklist: Il Fiore Purpureo (C. Filippini); Verso Sera (C. Filippini); Art Of Survival (I. Lins); Flying Horses (C. Filippini); Coralli (C. Filippini); Waterfalls (C. Filippini); The Beast Instinct (C. Filippini); You Must Believe In Spring (M. Legrand); Feuillet d’Album Op. 45 n. 1 (A. Skrjiabin); Under That Sky (C. Filippini); 13 Death March (G. Mc Farland); Wise Wolf (C. Filippini); Django (J. Lewis)

Ormai concordemente riconosciuto come uno dei protagonisti dell’attuale scena jazzistica italiana, Claudio Filippini torna a dare prova di straordinaria capacità espressiva e di inesauribile vena creativa con il suo nuovo lavoro, settimo album di una già nutrita discografia che, nonostante la giovane età del pianista pescarese, porta le firme di collaborazioni di prestigio, tra cui Max Ionata, Giovanni Tommaso e Francesco Bearzatti.

Prodotto dalla Cam Jazz, “The Enchanted Garden” rappresenta il frutto maturo della particolarissima alchimia generata dalla solida formazione classica e jazzistica di Filippini nell’incontro con le sue straordinarie doti creative e capacità espressive. I tredici brani che compongono il disco, quasi tutti inediti, ad eccezione di alcune meditate citazioni da Lins a Skrjiabin, tessono un filo ininterrotto, eppure straordinariamente variopinto, attraverso generi e sonorità diversi, in un gioco sapientemente equilibrato tra composizione e improvvisazione. Elemento cardine e fattore d’unione di questo percorso apparentemente eterogeneo è l’originalissimo linguaggio personale del giovane pianista, che tanto nella creazione quanto nella reintepretazione, tanto nei brani più lirici quanto nelle sonorità più ruvide e taglienti, si caratterizza per esiti di grande qualità.

Ad accompagnare Filippini nel suo giardino incantato, una sezione ritmica che vede Luca Bulgarelli al basso e Marcello di Leonardo alla batteria, una formazione ormai consolidata che consente al piano di muoversi agevolmente attraverso la grande varietà di soluzioni espressive esplorate.

Tutto lo spessore del lavoro si intuisce fin dal brano di apertura, “Il fiore purpureo”, in cui la delicata intro dagli echi classici del piano si fonde alla ritmica con mirabile naturalezza in un vivace swing. Più liriche e intimiste sono invece le atmosfere di “Verso Sera”, “Coralli e “Waterfalls”. La rilettura di “Art Of Survival” di Lins si avvale dell’ottimo contributo del basso di Bulgarelli, mentre l’incalzante batteria di Marcello Di Leonardo fa da imprescindibile cornice a brani quali “Flying Horses” e “The Beast Instinct”. Si apre su un lungo periodo dalle atmosfere malincoliche e sospese la reinterpretazione di “You Must Believe In Spring”, cui segue una delicata e raffinata citazione da Skrjiabin, “Feuillet d’Album Op. 45 n. 1”, una piccola perla del solo piano di Filippini di poco più di un minuto. Alla essenziale ed elegante melodia di “Under That Sky”, segue la ritmica sostenuta di “13 Death March”, brano tutto costruito intorno al perfetto interplay e alla fluidità di discorso tra i tre musicisti. Dopo le atmosfere intense ed evocative di “Wise Wolf”, l’album si chiude con l’ultima delle cinque cover, una sinuosa versione della splendida “Django”.

Un progetto intenso e onesto, denso di idee e ricco di sfumature espressive, che fa ben sperare nelle capacità e nelle possibilità della nuova musica, nonostante le ben note difficoltà che inevitabilmente oggi l’accompagnano. Citando le note di copertina di Enrico Pieranunzi:

“Ci vuole infatti tanto coraggio per un ragazzo di 28 anni a sfidare i luoghi comuni delle mode dominanti e sfornare oggi, in Italia, una musica di tale densità e intensità. Perché in una situazione poco allegra per l’arte e per la cultura del nostro Paese come l’attuale, quella di Claudio è una sfida incredibile, che conforta chi nella musica non-spettacolo, cioè nella musica-musica continua a credere”.

Monica Leggio

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