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Scelti Per Voi - Giovedì 10 Maggio 2012 all’Alexanderplatz - Tosky Records presenta Marco Acquarelli Quartet feat. Alice Ricciardi “They Say It’s Spring”. Per l'occasione prezzo speciale di 5 euro sull'acquisto dei CD!
L’ etichetta “Tosky Records”, attiva da anni su tutto il territorio nazionale torna con una nuova release discografica: "They Say It's Spring" di Marco Acquarelli Quartet featuring Alice Ricciardi. Un disco solare, gioioso che arriva dritto al cuore. La spontaneità dei musicisti che talvolta si lasciano trasportare dall’improvvisazione, senza perdere di vista la ricercatezza armonica e l’essenzialità, contagia per lo swing diretto e coinvolgente. Di grande impatto poetico, il disco comprende una rilettura in chiave moderna di cinque celebri composizioni classiche, a partire da“They Say It’s Spring”( B. Haymes), che dà il titolo all’album, e tre brani originali del talentuoso chitarrista romano Marco Acquarelli. La scelta dei brani, pescati nello sterminato repertorio del songbook, è la bussola che ci orienta verso gli amori musicali dell’ensemble, facendoci fare un viaggio intimo e confidenziale all’interno di questo progetto discografico, in cui tutti gli strumenti interagiscono armoniosamente mettendo in luce l’ottimo interplay che ne scandisce l’intento spirituale collettivo. Viene sussurrata e mai strillata l’appassionata dichiarazione d’amore che ogni musicista rende alla musica, attraverso il proprio strumento, senza mai abbandonarsi a sterili virtuosismi. Marco Acquarelli leader del gruppo guida con delicatezza, senza prevaricazioni di sorta, la band formata da straordinari professionisti : Pietro Lussu al piano, Luca Fattorini al contrabbasso e Marco Valeri alla batteria. Ospite speciale del disco Alice Ricciardi che con la sua eleganza e il suo personalissimo timbro vocale canta gli ultimi due brani del disco: “Let’s Face The Music and Dance” (I. Berlin) e T”hey Say It’s Spring” (B.Haymes).
ore 21.45
ALEXANDERPLATZ
(Via Ostia 9-zona prati)
Marco Acquarelli: chitarra Pietro Lussu: pianoforte Luca Fattorini: contrabbasso Marco Valeri: batteria Alice Ricciardi: voce
ALEXANDERPLATZ JAZZ CLUB Via Ostia, 9 - 06 39742171 - dalle 18,00
Per prenotazioni telefonare dalle 18,00 allo 06 39742171
Ingresso E 5,00 Per maggiori informazioni visita il sito www.toskyrecords.com
Ufficio stampa: Marina Luca 339 7716731 –
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Prodotto ed edito da Tosky Records
Registrato al Teatro Fonderia delle Arti a Roma il 3-4 Gennaio 2012
Fonici: Giorgio Lovecchio, Davide Belcastro, Stefano Isola
LINE UP
Marco Acquarelli (chitarra) Pietro Lussu (pianoforte) Luca Fattorini (contrabbasso) Marco Valeri (batteria) featuring Alice Ricciardi (voce)
LISTA TRACCE: 1. 11/11/11 (M.Acquarelli) 5. Minore (M.Acquarelli) 2. Is She Real (M.Acquarelli) 6. Minuet Circa ‘61 (B.Brookmeyer) 3. Wives and Lovers (B.Bacharach) 7. Let’s Face the Music and Dance (I.Berlin) 4. The Things We Did Last Summer (J.Styne) 8. They Say It’s Spring (B.Haymes)
PRODUCTION & PUBLISHING TOSKY RECORDS Snc di Giorgio Lovecchio & Davide Belcastro address: via Amelia, 5 - 00181 Rome - IT | P.I. 10715721006 | e-mail:
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| web: www.toskyrecords.com
Note di copertina: Gabriele Mirabassi
Non è più molto frequente, almeno qui da noi che i musicisti posseggano la volontà (o forse la capacità?) o semplicemente avvertano la responsabilità di far sentire chi ascolta il destinatario principale dell’omaggio del loro talento (in inglese non a caso gift – regalo) di quell’ansia gioiosa di condividere l’oggetto della loro passione che in fondo dovrebbe essere la ragione stessa della loro esistenza. Questo il primo pensiero che mi è passato per la testa appena ho cominciato ad ascoltare il disco che adesso voi avete in mano, e dopo una piacevolissima oretta passata in un attimo di puro godimento e trasporto, al termine dell’ultimo pezzo me lo ritrovo ancora li, come una persistente e petulante nota stonata. Mi sono accorto quindi che la stonatura consisteva nella sorpresa che mi aveva colto di fronte a quello che avevo sentito, come se una parte di me, malgrado fossi perfettamente cosciente della qualità e delle straordinarie capacità dei musicisti coinvolti, in fondo non si aspettasse un risultato di così alto valore. Non uso la parola valore a caso, ma perchè fortemente convinto che la musica sia in primo luogo portatrice di un
etica propria, che si fondi cioè su un vero e proprio sistema di valori. Peccato che ormai si sia affermata una
indecente divaricazione tra il i valore economico e il valore estetico dell’arte, troppo spesso a causa della mancanza di “anticorpi etici” all’interno dello stesso mondo musicale contemporaneo, per questo sentire che tra le nuove generazioni di musicisti italiani ci sono (e sono più di quello che si creda) quelli che senza conformarsi all’”andazzo” generale tengono fermamente al centro della loro musica questa forza morale è un grande conforto e una grande speranza. Per tentare di spiegare meglio cosa intendo torno al disco in questione, e a cosa ci ho trovato dentro che mi ha così colpito. Ovviamente la indiscussa bravura e la grande maestria di tutti, ma poi si può proseguire elencando la ricercatezza nel controllo del suono, la sottigliezza dell’interplay, la genuinità dello swing, l’autorevolezza ed essenzialità dell’improvvisazione, l’aderenza non solo estetica, ma direi perfino “esistenziale” allo stile scelto e così via dicendo.
Questa è una lista di contenuti , o se preferite di veri e propri valori musicali di cui questo lavoro è costellato e che declinano di fatto attraverso la musica quegli altri valori che nella vita di tutti i giorni si chiamano sincerità ed onesta, forse le vere due uniche qualità che un pubblico dovrebbe esigere dai suoi artisti.
Ma ancora di più trovo semplicemente commovente l’atteggiamento affettivo, direi perfino affettuoso che lo permea completamente. Pare un unica e appassionata dichiarazione d’amore. Ascoltandolo ogni frase, ogni inflessione, fino al timbro degli strumenti ed alla scelta del repertorio tutto concorre a dichiarare a voce spiegata quali sono gli amori musicali dei singoli e quelli che determinano il loro convivere in un gruppo, in un suono. Con una maturità ed un controllo del linguaggio pressochè assoluti i nostri dipanano il loro discorso senza mai essere tentati dal minimo egocentrismo, dalla più piccola volgarità o superficialità. Niente esibizioni muscolari, niente virtuosismi strappa-applausi, ma anche niente scorciatoie ne’ semplificazioni.
Trovate qui dentro solo quello che serve a valorizzare la musica in se’ , e non a gratificare l’ego di chi la suona, e credetemi, questa non è solo un’ annotazione per così dire “psicologica”, ma chi fa della musica il suo quotidiano sa bene che la vera tecnica sta proprio nell’ affinare il più possibile gli strumenti che consentono la riproduzione fedele, senza sconti del contenuto sonoro del cuore. Grazie Marco, Pietro, Luca , Marco e Alice per avermi regalato un ora che vale così tanto!
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