matteo mosolo & flavio zanuttini -half black half white half yellow-suite for charles mingus

MATTEO MOSOLO & FLAVIO ZANUTTINI, Half Black Half White Half Yellow /Suite For Charles Mingus (Caligola Records, 2023)

Una suite che prenda come centro le concezioni jazzistiche dell’Underdog è di per sé una sorta di solennità per chi ama le Blue Notes, un lavoro personale affascinante che coinvolge due ottimi musicisti, ovviamente alla tromba ed al contrabbasso , pronti e devoti non tanto a riprodurre quanto a rivivere i sentimenti, il mood del Maestro Charles Mingus, esprimendo in totale libertà creativa ed immaginativa i suoi flussi continui, spiritualmente laici, talora rabbiosi e caustici, solitari e descrittivi, lirici, nostalgici e sognanti, punti fermi di una poetica singolare e fondamentale per la musica contemporanea.

La combine tromba- contrabbasso dipana tinte forti, togliendo ogni superfluo e suonando il “pazzo e l’arrabbiato” di un blues esibito mente alle clamorose sperimentazioni con Roland Kirk,  Ornette Coleman ed Eric Dolphy, speronate con le purissime “mattanze” di Arnold Schönberg in album straordinari quali “Pithecanthropus erectus” (Atlantic 1956),“The Black Saint and the Sinner Lady” (Impulse! 1963) e i due “Changes” (Atlantic 1975 e 1974), mero post Bop venato di quel Free Jazz che  il “mezzo nero, mezzo bianco, mezzo giallo”di Nogales distese su un plateau di modernità propulsiva, avvolgente e trascinante come nel possente dialogo di Under Watts Towers, nel digrignate distonico testimoniale Fables of Mingus e nell’elegia di Theme for Eric Dolphy, crepuscolare e dolente lapis sepulchrum per il grande improvvisatore di Los Angeles. A proposito, da leggere in tal senso l’autobiografia di Mingus “Peggio di un bastardo” (tradotta da Ombretta Giumelli per Big Sur nel 2016; “Beneath the Underdog: His World as Composed by Mingus”, Alfred A. Knopf 1971).    

L’eloquente e scorrevole narrazione del Duo, previa assoluta padronanza strumentale, è un invito all’ascolto di melodie ieratiche, semplici e dirette, riflessive e definitive, varie e lunari, gospel disincagliati dall’intellettualismo e da difficili decifrazioni, disuniformi  quel che è giusto, fantasiose, costruttive, “disturbate” da un’intelligenza inaudita, pulsante e ineccepibile. Nemmeno passo alla descrizioni dei singoli brani poiché l’album è una suite da ascoltare senza interruzione ed estrapolandone i movimenti se ne perderebbe l’identità, rischiando la banale revisione al di fuori del contesto. Mosolo e Zanuttini sono due virtuosi del contrabbasso e della tromba, agili e creativi, abili nel trovare l’eloquenza melodica ed i contenuti solistici più appropriati nella pura sintassi dello sciamano del polveroso borgo dell’ Arizona, neanche a dirlo a metà fra gli Stati Uniti ed il Messico.

Edito da Caligola Records, etichetta italiana che non smette mai di stupirci, l’album è stato inciso in particolare strato di grazia; entusiasmante il sentore “live in studio”.

Fabrizio Ciccarelli

Matteo Mosolo  - contrabbasso

Flavio Zanuttini – tromba

Track Listing:

Under Watts Towers; Half Black Half White Half Yellow; Too Black for Beethoven; A Night in Tijuana; Nice of You to Have Come to My Funeral; Fable of Mingus; Theme for Eric Dolphy; Let Children Have Music, Not Noise, Music; A Beach Full of Whales (Ostinato Blues).

# in ascolto su: https://open.spotify.com/intl-it/album/3Gtue4vYO9kDAlyQ7V70hn

 

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