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Luca Meneghello & Michele Fazio, Crossover, ABEAT 2021

Il suono crossover è divenuto col tempo sinonimo di uno stile ben preciso, collegato ad atmosfere spaziose e talora meditanti, spesso immerse in una fusion con azzurri di riverberi: jazzistica è la ricerca formale del duo Meneghello-Fazio, supportato da Alex Carreri al basso e Martino Malacrida alla batteria.

Spesso il crossover cerca tempi rapidi e ritmi infuocati poiché la concezione del tempo in questi ultimi decenni s’è volta alla velocità (non solo musicale ma, in modo più ampio, di pensiero: un vero pericolo per l’osservare i fatti, e la Musica, con la giusta riflessione, col giusto rispetto, con la corretta attenzione) e l’album in questione è la riprova, invece, di quanto sia indispensabile il Tempo giusto per ascoltare, per meditare su se stessi; scelta virata con affabilità ed eleganza, con belle idee contemporanee declinate dall’ottima chitarra di Meneghello con potenze psichedeliche, distorte e ancestrali in un Jazz Rock di eccellente inventiva, levigate in sintassi Blue Notes dal piano e dalle tastiere di Fazio, in una simbiosi d’immagini oniriche, junghiane vorrei dire, come in Natural Instinct (azzeccatissimo il titolo) o nella lunare, morbida, pensosa Menefazio, ove il contraltare del chitarrista esprime con naturalezza la sua Varietas d’improvvisazione, la plasticità di un sound che esplora, divaga, torna e ritorna su svisate oniriche e ispirate e riflessioni che si ha la sensazione esser autobiografiche (Journey of the soul), come suggerito dalla ballad Amsterdam, note soffuse ed elegiache di un Mondo che lascia avvicinarsi con commozione e silenzio, quasi cantautoriale (belle sarebbero parole cantate per descrivere questo caldo lirismo) tra Leopardi e Kierkegaard, tra Dostoevskij e Paco De Lucia, John McLaughlin, Jim Hall, Bill Frisell  e Pat Metheny.

Crossover è un disco seducente per leggerezza e coloriture, ogni brano merita quell’attenzione che punta dritta al cuore e a quel tempo d’ascolto di cui si diceva prima, che conclude con una delicatissima melodica espressione dell’evergreen di Victor Young Stella by starlight, giusta Conclusio di una performance spaziosa, emozionante, riservata, confidenziale, davvero da non perdere.

Chapeau!  

Fabrizio Ciccarelli

Alex Carreri : bass

Michele Fazio : piano, composizione

Martino Malacrida : drums

Luca Meneghello : guitar            , composizione

PS: ascoltate su You Tube e poi direte:           : https://www.youtube.com/watch?v=jGiJTGHjitU&list=OLAK5uy_kpiiuJjFmQwqdWanOxF9xETloqSE5nZCs&index=1

 

 

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