Cettina Donato Quartet,Persistency-The New York Project

Cettina Donato Quartet

Persistency (The New York Project)

Alfa Music 2017

Non sappiamo quasi mai cosa muova un artista a dar vita ad una Forma, o, meglio, nel caso della pianista messinese lo conosciamo nell’ambito della sua iniziativa sociale, in quanto il ricavato dalla vendita dell’album  occorrerà al progetto d’accoglienza  per Villa Giovanna:  “La struttura è destinata ad ospitare in maniera permanente bambini, ragazzi e adulti affetti da autismo privi del sostegno della propria famiglia. Il progetto comprende anche un grande spazio destinato alle attività musicali con uno studio dotato di strumenti, dischi, una sala cinema, un terreno che ospiterà animali domestici per la pet therapy ed anche una piscina. Previsto il supporto di medici, assistenti, infermieri e operatori”( cit. www.tempostretto.it).

 

Pleonastica ogni valutazione: condividiamo l’idea, Cettina.

Ma, se molti tentativi di Arte Sociale hanno lasciato egregie parole più che musica da ricordare, l’Idea non adombra la soluzione estetica in nome della premura morale, preludendo a situazioni ed atmosfere insite in un concepire il Jazz come evento moderno, come esperienza sempre nuova in un Presente ispirato non tanto dalla ricerca dell’individuazione estetica quanto dalla perseveranza etica (“Persistency” il titolo, non a caso), dall’immediatezza del linguaggio, delle proposizioni emotive, della cura di un’improvvisazione dal lessico ampio ed assolutamente attento alle evoluzioni di melodie ben ideate nella “semplice complessità” di Blue Notes affrancate da asperità stilistiche e da sentori mainstream (dalla crepuscolare elegia di “The Sweetest Love” al sincretismo Hard Bop di  “Persistency”, all’espressività barocca di “Undecided Minuet”, che rimanda  alle riflessioni sul contrappunto e l’armonia di Dave Brubeck assieme all’elegante fluidità  di Paul Desmond al sax alto, qui tradotta nei lievi Crescendo di Matt Garrison).

Del resto, questa cura dei dettagli di una Filosofia del Sentimento appare concentrata già nell’incipit “The Sweetest Love”, ballad di grande finezza ed intenso lirismo, tenuta nel pensiero chiave dal virtuoso sax soprano di  Garrison che tesse flessioni armoniose e vibranti  sulle magnifiche tensioni lunari della cromìa pianistica della Nostra: un gioiello di contemplazione e commozione jazzistica.  

Con lei artisti di fama internazionale: il citato sassofonista statunitense, l’ottimo contrabbassista Curtis Ostle e l’eccellente Eliot Zigmund, prezioso batterista di Bill Evans dal 1975 al 1979 e per cinque anni in trio con il pianista francese Michel Petrucciani e il bassista Palle Daniellson.

Da jazzofilo, tanto mi basterebbe per incontrare questa brava pianista-compositrice non tanto per chiederle come abbia fatto a coinvolgere nel suo progetto strumentisti di tale carisma, quanto per sottolinearle quanto la sua “liberazione artistica” – senza dipenderne - abbia a che vedere con la biografia poetica di Bill Evans e Carla Bley (cui dedica la notturna lettura di “Lawns”) o con l’intuizione più swing e popular del “Gershwin dixit”, omaggio al Maestro d’ogni Maestro.

Per ora non posso (e nemmeno vorrei) conoscere le risposte, ma nulla mi vieta d’ immaginarle.

E le immagino così come si curiosa fra le pagine di un interplay da togliere il fiato, con l’anima in equilibrio ed il proprio Ego ampiamente appagato.   

Fabrizio Ciccarelli

Cettina Donato piano, composizione; Matt Garrison sax; Curtis Ostle double bass; Eliot Zigmund drums

  1. The Sweetest Love 5’21
  2. Take It Easy 6’09
  3. Think About 6’20
  4. Undecided minuet 6’35
  5. Persistency 4’11
  6. Lawns 4’30
  7. Sing a song 5’56
  8. Gershwin Dixit 12’06

All composed by Cettina Donato except 6 by Carla Bley

Produced by Cettina Donato for AlfaMusic Label&Publishing

Production supervisor Fabrizio Salvatore

Sound engineer Alessandro Guardia

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