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Vijay Iyer Trio

Break Stuff      

ECM  2015, Distribuzione Ducale

Il monologo, l’impressionismo, l’anticipo del pensiero ulteriore, le note non omologate, le cadenze ipnotiche, gli urti del non accettar limiti, si avvertono quali caratteristiche espressive di un album che vive d’intuizioni

che amano abbandonare il proprio luogo di partenza per iterare frammenti lirici in forme tradizionali ma complesse, allo stesso tempo lontane dal free jazz cui paiono rimandare, poiché mai  l’enfasi avanguardistica prende la mano all’ispirata interazione del trio né alla fattura melodica dell’interpretazione.

Neanche dietro “arditezze” d’improvvisazione ed un uso del Silenzio che è Musica, neanche dietro alle scansioni più individualistiche dei nove pentagrammi originali si può aver la sensazione che si suoni senza riferimento alla letteratura romantica o agli andamenti Cool: Iyer costruisce emozioni in modo dinamico, correndo sulle sfumature cromatiche di John Coltrane (“Countdown”), di Thelonious Monk (“Work”) e Billy Strayhorn (“Blood Count”), condividendo suggestioni con una ritmica che esalta il flusso musicale, l’energia del suono e la creatività che si esprime attraverso le immagini diverse dei performers.

Il carisma stilistico del pianista ricompone la forza inventiva di McCoy Tyner, Ahmad Jamal e Chick Corea in una ricerca soggettiva che amalgama ragione ed inconscio in un gesto di naturale ricerca di linguaggio “unico”, affrontata con consapevole libertà d’esposizione e singolare rapporto col passato.

Fabrizio Ciccarelli    

Vijay Iyer: piano; Stephan Crump: contrabbasso; Marcus Gilmore: batteria.

Track Listing: Starlings; Chorale; Diptych; Hood; Work; Taking Flight; Blood Count; Break Stuff; Mystery Woman; Geese; Countdown; Wrens.

 

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