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Valentina Gullace, La mia stanza segreta, Filibusta Records 2019

La mia stanza segreta di Valentina Gullace: un titolo assolutamente consono ad un album di ricerca interiore attraverso canto e parole, in cui la vocalist imprime i testi di autoanalisi, aspettative, sogni, necessità istantanee, confessioni, luci e penombre esistenziali.

“ Nella mia stanza segreta non c’è posto per le paure…lasciami sognare, lasciami inventare mondi e poi sbagliare in pace, lasciami scoprire che suono ha la mia voce” (La mia stanza segreta), “Andare o aspettare, riprovare o cambiare, tentare e iniziare o lasciare stare. Lasciarsi andare così senza fretta per tornare a respirare” (Respirare), “Meglio sbagliare che vivere immobile, meglio sporcarsi le mani e non fingere” (Punto zero), “Devi imparare a dare un nome alle cose. Non devi mai idealizzare le persone, se riconosci chi hai davanti non ti puoi far male, la differenza sta nelle intenzioni”(La responsabilità di te), “Siamo quello che sentiamo, ma non lo facciamo mai, tutt’al più ci nascondiamo dietro a false intimità”(Siamo quello che sentiamo).  

Ma le parole non bastano se non è la Musica (ovvero il tono, la disposizione all’emozione, le inflessioni posturali, la dizione sensibile) a dar loro senso compiuto; ed ecco allora che la Valentina Gullace cantante-attrice di tante performance teatrali diviene creatrice di pentagrammi in linea con i versi anche in inglese, con la metrica del loro significato profondo attraverso un gusto personale che non può limitarsi al cantautoriale in senso stretto, perché Valentina è vocalist di colori, climi, atmosfere, cromie, contorni di un jazz di sapore colto e contemporaneo.

Non a caso sono artisti come Fabrizio Bosso alla tromba (non c’è che dire, quel che tocca diviene oro), il chitarrista Daniele Cordisco, Daniele Sorrentino al contrabbasso, Dario Panza alla batteria e percussioni, Giovanna Famulari al violoncello, Vanessa Cremaschi al violino e il contrabbassista-arrangiatore Seby Burgio a rendere questo Segreto un corollario di Blue Notes toccate da particolare armonia, come nel jazzy r’n’b di Signs e La responsabilità di te (impreziosito dal tocco del Bosso che ben conosciamo), nell’intimo sussurrato de La mia stanza segreta, nel groove pieno del post bop di Stormy Clouds, nel Soul della ballad crepuscolare Winter, nell’eccellente riflessivo Resta qui in intenso duetto con l’attore e cantante Marco Stabile, assoluta perla violacea dell’intero album.  

Fabrizio Ciccarelli

Valentina Gullace-voce, testo, musica e arrangiamenti vocali

Seby Burgio-piano, fender rhodes e arrangiamenti

Daniele Cordisco- chitarra

Daniele Sorrentino- basso e contrabbasso

Dario Panza- batteria e percussioni

Fabrizio Bosso- tromba

Giovanna Famulari- violoncello

Vanessa Cremaschi- violino

Marco Stabile- voce (4)

1.La mia stanza segreta 4:12

2. Respirare 3:37

3.Stormy clouds 4:36

4.Resta qui 4:37

5.Punto zero 3:54

6.Winter 3:54

7.La responsabilità di te 3:56

8.Per sempre 2:55

9.Siamo quello che sentiamo 3:43

10.Transizioni 4:35

11.Signs 4:48

 

 

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