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Elias Lapia 4et, The Acid Sound, Emme Record Label 2020

Per quelli a cui piace il Bop, la Bossa, lo Swing, l’Acid, insomma il Jazz, quel Jazz che sa ispirare spunti e idee sorretti da un sano entusiasmo per il Groove, le dimensioni sciolte e disinvolte nate dalle fertili menti dei maestri Charlie Parker, Sonny Stitt, Barry Harris, Joe Henderson, Michael Brecker.

The Acid Sound dell’Elias Lapia 4et (senza confondere la dizione con lo stile del fenomeno funk soul, un po’ affrettato e per palati facili, degli anni 70-80: per capirci James T Taylor Quartet o Herbie Hancock ai bassi limiti del commerciale) è un album d’esordio denso di suggestioni e pozioni estroverse ispirate alle pagine più “slanciate” del gran salto stilistico dei boppers grazie alle mature combinazioni intraprese tra il sassofono contralto agile e ispirato di Elias Lapia ed il piano educato e raffinato di Mariano Tedde nell’efficace tappeto della ritmica di Salvatore Maltana al contrabbasso e Massimo Russino alla batteria.

Un bel talento quello del giovane sassofonista, indice di quanto in Italia continuino a nascere ed affermarsi musicisti di alto livello che, oltre a ben suonare, sanno ben comporre ed arrangiare, come ognuno può dedurre dagli 8  brani originali che disegnano figurazioni felici ed eclettiche distinte da eccellente slancio ritmico e da ottime capacità solistiche.      

Da segnalare il senso melodico, l’energia e l’intuizione solistica di Pumping at Blackgate, un eccellente hard bop di più di otto minuti che invita a riascoltare i grandi classici (raffinato l’apporto pianistico del Tedde, il bel solo di contrabbasso del Maltana ed i perfetti andamenti del batterista Russino: bei talenti anche loro, eccome), la solare compostissima e dinoccolata bossa di King’s Day, il rapido parkeriano di Blues Song For Mental Health (peccato duri così poco, ma, a ricordare il genio e la sregolatezza di Bird Parker in Confirmation, Ornitology e Cool Blues, è più che corretto), l’atmosfera felpata dell’elegiaco cantabile di Girl’s Mood che, come in ogni album bop che si rispetti, leviga una descrizione di sensibilità a 360 gradi.

Ne siamo convinti: il 24enne Elias Lapia (premio 2019 col quale si ricorda l’immenso Massimo Urbani) è un sassofonista da ascoltare, e da seguire.

Fabrizio Ciccarelli

Elias Lapia, sassofono e composizione

Mariano Tedde, pianoforte

Salvatore Maltana, contrabbasso

Massimo Russino, batteria

  1. Pumping At Blackgate
  2. Doctor’s
  3. King’s Day
  4. Blues Song For Mental Health
  5. Girl’s Mood
  6. The House
  7. Out Of Samsara
  8. One Night At The Pierre

Qui l'intero album: https://www.youtube.com/watch?v=j9cOSNJvL7U&list=OLAK5uy_kL4bEGfQkzIter6NMxNzzOo3ihzd6jgrY

 

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