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Dai Greci ai Police ... il coraggio della parola 

Il  nuovo libro di Giuseppe Cappello, come dice il sottotitolo, è una miscellanea che ci restituisce l’espressione dell’autore in diverse forme della scrittura: il racconto di viaggio, fra Delfi e Atene, e quello di ritorno da un concerto dei Pink Floyd a Roma e di Sting a Lucca; così come quello pure di una partita di calcio che assume una valenza leggendaria e si intreccia con la stessa leggenda di Roma; vi è poi la scrittura filosofica in un estratto della tesi di laurea che, gravitando intorno a Platone e alla storia di Atene, si interroga su quale sia la forma politica più adatta al governo dello Stato: democrazia o governo dei migliori?

Le domande filosofiche di Cappello continuano in un articolo che ripercorre la storia del pensiero umano su una questione centrale tra filosofia, teologia e scienza. L’uomo e il mondo: natura o creato? Importanti i due articoli su Socrate e Hegel a cui si affianca unos studio su Empedocle. Ma poi, oltre la razionalità, c’è il sentimento della poesia e della musica: si susseguono testi poetici e liriche che l’autore ha scritto in inglese per un suo disco originale pubblicato su Spotify.

Un’attività dunque molteplice che però ha un suo filo rosso, un suo credo profondo unitario: il credo della parola. Nell’attività della parola, Cappello ripone il senso stesso della vita; e lo si può dire a buona ragione perché quella che emerge da queste pagine è l’idea di una parola condivisa; di una parola che si cimenta con l’altro nella dimensione pubblica universale al di fuori della quale essa non avrebbe senso; l’autobiografia della coscienza individuale si innalza dunque, fra queste pagine, a testimone di un coscienza collettiva; il cui ritorno poi all’individuo riporta a un’altra caratteristica che emerge da questo libro: il coraggio.

L’autore infatti ha il coraggio di esporsi, di mettersi in gioco, dopo aver scelto cosa andare a scoprire del mondo e dentro di sé; ha il coraggio di dire cosa preferisce a qualcos’altro: in questo senso sono emblematiche le pagine finali di un articolo che si intitola Paideia e stato di diritto in cui, nella reciprocità fra democrazia ed educazione, la verve dell’argomentazione razionale chiama a una riscossa il mondo di una scuola contemporanea sempre più indirizzata verso i criteri delle “skills”e della “performance”, delle competenze preconfezionate e di quello che lo stesso autore indica nella quarta di copertina come una tecnicalizzazione del sapere e dell’individuo; il coraggio di richiamare la scuola a un luogo più ampio delle ristrettezze in cui essa può cadere quando non mantenga il profilo di un «vivaio di attività spirituali e creatrici» di cui questo libro in fondo si capisce essere un testimone nella biografia prima che di qualsiasi teorizzazione intellettualistica.

Mezzaluna 51/37

 

Giuseppe Cappello

Dai Greci ai Police. Miscellanea di un'educazione fra racconti, viaggi, tesi di laurea, articoli filosofici, poesia e musica

Giuliano Ladolfi Editore, pp.244, 15.20 euro

 

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