gaia mattiuzzi- inner core

Gaia Mattiuzzi, Inner Core, Aut Records 2022

Una performance di grande rilievo culturale quella di Gaia Mattiuzzi, vuoi per l’uso a 360 gradi della voce vuoi per il contenuto testuale plasmato musicalmente da pentagrammi che ne esaltano il senso letterario, da un sentire la Classica novecentesca quale base di un forte jazzismo visionario, talora serpeggiante in flou free talaltra in bordature elettroniche di assoluta suggestività, in andamenti swing contemporanei o in architetture dodecafoniche.

Tutto ciò rende l’album Inner Core un flusso in divenire, uno stream of consciousness , il flusso di coscienza dello scrittore dell’Ulisse e dei Dubliners che, a mio parere, è il deus ex machina dell’intensa visione proposta dalla vocalist e da un trio rafforzato dalla presenza di  strumentisti che, fatta eccezione per Philipp Gropper al sax tenore, compongono un tappeto di synth e di vari electronics del tutto adeguati all’atmosfera ricercata e distonica voluta per le varianti di un Core lunare e d’istinto teatrale.

Le potenzialità vocali di Gaia sono notevolissime: il suo suono medio-sopranile agisce con una morbida originalità e le sue capacità di renderlo strumento di Pathos e di ricerca ritengo siano frutto di estrema concentrazione e profonda riflessione, tanto che a volte paiono sgorgare da un’improvvisazione che travalica la pura tecnica per situarsi in immaginazioni sideree e senza confine. Madre Natura l’ha dotata di speziature circonvolute e celesti, proprio come quella “Chamber Music” di James Joyce, prima sua opera ispirata ad una forte ricerca artistica e musicale, che in Inner Core viene ampliata dalle liriche della caustica e lirica impulsività di Robert Wyatt in Calix e dall’Acido tagliente di The Last Flower in my Hair.

Ora vale la pena ascoltare.

Fabrizio Ciccarelli

Gaia Mattiuzzi: vocals

Alessandro Lanzoni: piano

Gabriele Evangelista: double bass

Enrico Morello: drums

Featuring:

Philipp Gropper: tenor saxophone on tracks 5 and 7

Grischa Lichtenberger: electronics and production on track 7

Alfonso Santimone: electronics on tracks 1, 2, and 6

Wanja Slavin: electronics on track 3

Elias Stemeseder: synthesizer on track 5.

Ludwig Wandinger: electronics and production on track 5

1.Calyx 04:02

2.The Way of Memories 06:30

3.About the End of Love 05:54

4.From Dewy Dreams 03:08

5.The Last Flower in my Hair 06:06

6.Riding a Photon 08:10

7.Winds of May (0517_05_re0417_03) 05:12

In ascolto su:

https://open.spotify.com/album/3I82WfHCW4zWVOSQGeoXAF

 

 

 

 

 

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