I filosofi e la musica: Constantin Noica

Il bello in movimento 

Tra le tante considerazioni che il filosofo rumeno Constantin Noica, amico di un altro grande dei Carpazi, Emil Cioran, ha espresso sulla musica, ce n’é una che possiamo senz’altro condividere perché dà della musica una definizione ontologica, collocandola tra le arti che mettono l’uomo in contatto con la propria precarietà esistenziale.

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Doctor 3

Parco della Musica Records 2014, in associazione con Jando Music

A priori, si potrebbe essere tentati dal dire che si sia trattato della solita performance accattivante, giocata sulla miscellanea Pop Songs +Evergreens del jazz, un Florilegio che in effetti avrebbe anche avuto la propria ragione di esistere, innanzitutto come “easy listening” per una Summa da proporre a livello commerciale.

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Mission Formosa

Alfamusic, 2016 

Come illustrato dalla copertina del disco, la mission del sestetto è quella di gettare un ponte tra culture musicali diverse, in apparenza molto distanti (benché, a quanto pare, accomunate da un idem sentire), per poi trovare questo ponte nel linguaggio universale del jazz.

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I filosofi e la musica: G.Anders e H.Arendt

Non ho parole! 

La musica sta al di là o al di qua dell’esprimibile? Naturalmente c’è musica e musica e espressione e espressione, ma che nella musica ci sia qualcosa, un nocciolo impenetrabile, un fondo duro, che non può essere verbalizzato, è una sensazione assai diffusa.

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Stefano Bollani /Hamilton de Holanda

O que serà

ECM 2013 , distribuzione Ducale

“O que serà”: ciò che accadrà. Una dichiarazione impegnativa per chiunque faccia Arte, e che immediatamente rimanda al senso del Divenire nell’Immagine del Mondo della Tragedia Ellenica, recitata dagli Ypokrites , che non erano “ipocriti” ma Attori.

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Luciano Viti - Paolo Fresu

CHET & MILES

Postcart 2014

Nelle memorie di Paolo Fresu e negli scatti di Luciano Viti due dei  protagonisti della grande generazione del Jazz : il principe delle tenebre e l’angelo della luce, l’inquietante bagliore nell’Intimo, il tenue ed autodistruttivo Crepuscolo.

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Giovanni Angelini Open 4et

A Tratti

Bumps Records - 2015

L’idea di partenza? Suoni angolosi, verticali, obliqui, labirinti densi di vigore Hard Bop, evasioni su temi inattesi, eseguite secondo modi anticonvenzionali che rendono l’album un evento che reca altrove, in Suoni possibili oltre ogni mero mainstream.

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A.Ferrario, M.Francesconi

Bologna Skyline

Alfamusic, 2016 

Due musicisti che firmano tutti i brani del loro lavoro, scrivono la loro musica, e non si adagiano sulla facile moda degli standards (anche quella da rispettare, quando è fatta con classe e originalità) meritano decisamente attenzione e menzione. Come merita menzione il tentativo di tenere insieme la complessa sintassi jazzistica con il pop e il funk, la tradizione bop con temi più orecchiabili, l’energia ritmica (“Yellow mood” o “Breaking news”) con la ballad (“Caraluna”) e con sonorità più rarefatte, introverse e intime (“Empathy”, “Alice”, “A14”).

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Mathias Eick

Midwest

ECM 2015, Distribuzione Ducale

Dove il mondo, il proprio mondo, è possibile.

Possibile come nel Midwest attraversato, durante il lungo tour americano del quintetto, fra lunghe pianure e spazi di cielo interminabili.

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I filosofi e la musica: Roger Garaudy

In viaggio verso le arti

 

Rileggendo la vecchia biografia di un filosofo ormai dimenticato, un campione del dialogo interculturale e interreligioso come il francese Roger Garaudy, mi ha colpito l’analogia tra la filosofia e le arti che, in modo né subordinato né sovraordinato, si supportano a vicenda, prendendo l’una dall’altra: l’arte, dalla filosofia, una quota indispensabile di riflessione, e la filosofia, dall’arte, una quota massiccia di creatività.

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Bob Dusi & Michele Iaia

A Private Voyage

Featuring Igor Butman · Marco Tamburini · Marco Pacassoni

AlfaMusic 2015

Sono convinto che nulla nella storia della musica sia mai andato perduto e che ogni nota sia servita ad alimentare nuove idee, nuovi percorsi, nuove forme con le quali descrivere sempre nuove sensazioni.

Credo che “A private voyage” sia uno di quegli album che, deciso nelle invenzioni melodiche e aperto nelle emozioni palpabili, dia una Scultura del Tempo, ponendo in rilievo architetture Latin, Funk e Hard Bop, ove ben presenti troviamo le tracce di ciò che è stato: il punto è appunto “trovare ciò che è stato”, importante e sentito ancora nella sua necessità di essere oggetto di esplorazione, di riflessione, di analisi, di autocoscienza estetica.

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