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I filosofi e la musica

T.W.Adorno: quel borghese di Charlie Parker! 

Condivido quasi tutto di Theodor Adorno. Il rigore, la profondità, la trasversalità del metodo che dall’alto al basso, da una disciplina a un’altra, dalla visione globale al dettaglio, dal passato al presente, non lascia nulla di impensato e di intentato in vista di una rivoluzione delle menti e, tramite le menti, della società. La bellezza della scrittura.

Read More: T.W.Adorno,Quel borghese di Charlie Parker! I filosofi e la musica, di Stefano Cazzato
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Cinque Principi Etici Per il Musicista Professionale 

Lavorare in un campo competitivo come quello della musica presenta numerose sfide, specialmente in un posto come New York City dove c’è una gran quantità di musicisti. Nella mia esperienza ho imparato che le abilità musicali non sono gli unici fattori ad influenzare gli esiti di questa competizione; la musica è un business sociale, e l’attitudine professionale ed il comportamento di una persona possono fare una grande differenza. 

Read More: cinque principi etici per il musicista professionale, di paolo lattanzi
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Riflessioni sul voto americano 

di Filippo Russo

Solo un candidato era tanto poco attraente da permettere a Trump di vincere, quel candidato era Hillary Clinton.

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I filosofi e la musica

Hans Georg Gadamer: l’orizzonte della comprensione 

In “Verità e metodo”, uno dei classici del pensiero contemporaneo, solo in due passi Hans-Georg Gadamer parla della musica. Ne parla di passaggio, come un riferimento incidentale, all’interno di un discorso più generale sull’opera d’arte. Un lettore, anche puntuale,  che sia preso però dalle questioni più ampie e più serie che vengono sollevate da quel libro epocale, non presterà particolare attenzione a questi passi che gli sembreranno sì funzionali ma marginali.

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 A questo servono i poeti!

G.Cappello, Dì D’infinito, Edizioni del faro, Trento, 2016, pp.99, euro 11.50

Che cos’è che rende i nostri giorni infiniti e la nostra vita degna di essere vissuta? Cos’è che rende così speciale e intenso il nostro breve passaggio su questa terra?  Se non ci fossero i poeti, che ci indicano una strada, forse perderemmo di vista l’essenziale. Sono loro, per dirla con Heidegger, che fondano e rifondano la verità. Ed è ai poeti che dobbiamo rivolgerci nei momenti di smarrimento e di confusione.

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I filosofi e la musica

Plotino: l’anima 

L’uomo si preoccuperà del corpo “fin tanto che è possibile, come un musicista si preoccupa di una lira fintanto che è possibile usarla:altrimenti la cambierà con un’altra, o smetterà di usarla, e si asterrà dal suonarla, dovendo attendere a un altro compito senza di essa; cantando senza strumenti, trascurerà la lira che gli giace accanto. E tuttavia questo strumento non gli è stato dato invano all’inizio: spesso ne ha fatto uso” (Plotino, “Sulla felicità”, Einaudi, 2016, pp. 82,3).

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I filosofi e la musica: Gilles Deleuze

Effetti fluttuanti 

Ci sono filosofi che si occupano della musica in modo estemporaneo (abbiamo visto succedersi in queste pagine storie di ascolti e passioni, commenti e ricordi, contaminazioni e digressioni estetiche). E ci sono filosofi che se ne occupano in modo teorico e organico, studiando forme e strutture musicali per ancorarvi un progetto filosofico più complessivo.

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I filosofi e la musica:Walter Otto

L’armonia apollinea 

Risalendo indietro nel tempo alle origini della musica, affondando la sguardo nei miti e nella sapienza omerica, ci imbattiamo in Apollo, il dio della misura e della bellezza, della luce e della calma, che delizia con la sua lira gli dei e gli umani, a condizione che  questi vogliano ascoltarlo. Perché - scrive il filosofo Walter Otto -  la musica di Apollo non è per tutti, ma solo per “chi è amico del mondo rischiarato di forma”.

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Lavoro analitico e creatività

Riflessioni sulla creatività nel jazz

Le persone a cui propongo un lavoro analitico vivono dei problemi emotivi e sovente sperano di trovare una risposta standardizzata che li esoneri dal percorrere i sentieri di una ricerca onerosa. Qualcosa di ripetitivo o improvviso e oscuro avvolge le giornate. I desideri paiono spenti o l'insoddisfazione rende vano ogni impegno o il vuoto pare incolmabile. Quando il lavoro terapeutico comincia a dare i suoi frutti molti riprendono o avviano interessi di tipo culturale; come fruitori (leggere, ascoltare musica, frequentare mostre) o in modo attivo (scrittura, musica, pittura).

Read More: Lavoro analitico e creatività,Riflessioni sulla creatività nel Jazz, di Claudio Crialesi

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